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Report omicidi familiari 8_14 gennaio 2026: L’uomo vittima e presunto autore, inversione di rotta?

18/01/2026 16:38

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Report omicidi familiari 8_14 gennaio 2026: L’uomo vittima e presunto autore, inversione di rotta?

Report omicidi familiari 8_14 gennaio 2026: L’uomo vittima e presunto autore, inversione di rotta? A cura di: Massimo Lattanzi, Tiziana Calzone e Fede

Report omicidi familiari 8_14 gennaio 2026: L’uomo vittima e presunto autore, inversione di rotta?

 

A cura di: Massimo Lattanzi, Tiziana Calzone e Federico Maroli

Enti: Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia (AIPC), Centro Italiano di Psicotraumatologia Relazionale (CIPR), Osservatorio Nazionale Omicidi Familiari (ONOF).

 

Abstract

Il presente articolo analizza i delitti familiari occorsi nella settimana dall’8 al 14 gennaio 2026 attraverso il protocollo scientifico integrato A.S.V.S. (A.I.P.C. Scientific Violence Screening). L'indagine, condotta dall'equipe multidisciplinare coordinata dai dottori Lattanzi e Calzone, si focalizza sulla valutazione del rischio in chiave clinica e non sociale. Utilizzando la lente della psicotraumatologia relazionale, l'evento omicidiario viene interpretato come un grave passaggio all'atto derivante dalla perdita del controllo degli impulsi. Tale fenomeno è strettamente connesso alla disregolazione emotiva e al restringimento della finestra di tolleranza tipico dei soggetti con C-PTSD, come documentato dalle ricerche ONOF, CIPR e AIPC.

 

Metodologia di Raccolta Dati: Approccio OSINT

L'analisi si basa su una metodologia di ricerca OSINT (Open Source Intelligence). I dati presentati non derivano da fonti istituzionali, ma dalla raccolta, classificazione e analisi sistematica di articoli pubblicati sulle testate giornalistiche e fonti aperte riguardanti i fatti di cronaca. Questo approccio permette una lettura in tempo reale del "delitto familiare", inteso come omicidio, tentato omicidio o suicidio che si consuma tra persone legate da vari livelli di familiarità (conoscenza, parentela, affettività).

 

L'eccellenza della psicotraumatologia relazionale: Il protocollo V.E.R.A.® al Summit Internazionale

 

Il 13 febbraio 2026, in occasione del Summit Internazionale che celebra i 25 anni di attività dell'AIPC, verrà presentato ufficialmente il Protocollo V.E.R.A. (Valutazione Elaborazione Relazionale e dell’Attaccamento). Questo strumento rappresenta lo stato dell'arte nella diagnosi predittiva e nel trattamento del C-PTSD Relazionale, segnando il passaggio definitivo da una clinica descrittiva a una terapia di precisione neurobiologica.

 

Un protocollo scientifico integrato di nuova generazione

Il Protocollo V.E.R.A. non è un semplice test, ma un’architettura diagnostica complessa finalizzata alla valutazione del rischio in chiave clinica. L'upgrade della parte diagnostica risiede nell'aggiornamento e nell'integrazione di strumenti mirati a mappare la vulnerabilità neurobiologica del soggetto. 

Il protocollo integra:

·       Anamnesi specifica AIPC/CIPR: Fondamentale per decodificare la storia dei legami primari e l'impatto dei traumi relazionali precoci.

·       Scale SVITR e V.E.R.A.: Strumenti aggiornati per mappare la compromissione della sicurezza viscerale (Area M) e della struttura di auto-efficacia (Area P), indicatori critici dello stato del sistema nervoso autonomo.

·       Upgrade protocollo ASVS: L'agito grave è inteso come perdita del controllo degli impulsi: proprio per questo, la componente testologica di nuova generazione si rivela un'arma diagnostica straordinariamente efficace per tracciare il profilo di personalità e svelare con precisione l'eventuale grado di psicopatologia sottostante.

·       Biofeedback e colloqui clinici: Il monitoraggio in tempo reale dei parametri psicofisiologici fornisce una validazione oggettiva della disregolazione emotiva, supportando i dati emersi dai colloqui clinici specialistici.

 

L'evento: 13 febbraio 2026 | Roma

La presentazione del protocollo costituirà il cuore pulsante del Summit Internazionale "Dal C-PTSD alla Pet Therapy". In questa sede, verranno divulgati i dati della ricerca condotta dai centri di Roma e Pescara, che documentano come la finestra di tolleranza — spesso estremamente ridotta nei pazienti traumatizzati — possa essere riaperta e stabilizzata attraverso l'integrazione di queste metodologie d'avanguardia.

"Il Protocollo V.E.R.A. rappresenta lo spartiacque tra la condanna alla ripetizione del trauma e la possibilità concreta della guarigione."

 Partecipa al Summit

L'ingresso è gratuito. La prenotazione è obbligatoria.

 

Analisi dei Profili:

In linea con gli studi dell'ONOF e dell'AIPC, si riporta l'analisi approfondita basata sui casi di cronaca della settimana di riferimento.

 

Profilo della vittima di omicidio familiare 

Genere - Uomo (75%): I dati confermano che, in percentuale, è l'uomo la vittima prevalente di omicidi familiari e relazionali nel periodo in esame. Questa evidenza sottolinea la necessità di una valutazione del rischio che non escluda il genere maschile dai protocolli di protezione.

Età - Equamente ripartita (25% per fascia): La perfetta uniformità statistica tra le fasce d'età (18-35, 36-53, 54-71, 72+) indica che la vulnerabilità letale non è legata a una specifica fase biologica, ma a dinamiche relazionali trasversali. In ottica psicotraumatologica, questo suggerisce che la disregolazione emotiva dell'autore può colpire qualsiasi target relazionale indipendentemente dall'età.

Familiarità - Conoscenti (75%): Questo è il dato più significativo; la vittima è prevalentemente una persona con cui l'autore ha un legame di conoscenza, vicinanza o colleganza. Il delitto non si consuma solo nell'alveo della coppia, ma all'interno di una rete sociale dove il "grado di familiarità" diventa il terreno per il passaggio all'atto.

Distribuzione Geografica - Nord Italia (75%): La concentrazione dei casi nel Nord evidenzia una specificità territoriale per questa finestra temporale che merita monitoraggio costante per identificare eventuali cluster di rischio locale.

Arma Utilizzata - Arma da fuoco (75%): L'uso predominante di armi da fuoco indica una letalità immediata. Dal punto di vista della finestra di tolleranza, l'impiego di un'arma da fuoco rappresenta spesso un'esplosione di iper-arousal dove la distanza fisica dall'arma non impedisce l'impulso distruttivo, rendendo il superamento della soglia critica istantaneo e irreversibile

In sintesi, il profilo delinea una vittima maschile inserita in un contesto di conoscenza sociale, colpita prevalentemente in contesti geografici settentrionali con modalità altamente letali, confermando l'importanza di applicare il protocollo A.S.V.S. per la valutazione del rischio clinico in ogni forma di relazione.

 

Ascolta il podcast sul Canale AIPC Editore su Spotify, MENTE|CRIMINE|TRAUMA: “Report omicidi familiari 8_14 gennaio 2026: L’uomo vittima e presunto autore, inversione di rotta?”, clicca sul link: https://open.spotify.com/episode/0npASrqjQ3XNcOOA5TZgYM?si=iODFWGfXSj2CqRKRIZxJag

 

Profilo del presunto autore di omicidio familiare 

Genere - Uomo (100%): Il dato rivela che, nel campione analizzato, la totalità degli autori di omicidio appartiene al genere maschile. In ottica di psicotraumatologia relazionale, questo conferma la necessità di focalizzare gli interventi sulla gestione della rabbia e sulla regolazione emotiva maschile.

Età - Distribuzione Omogenea (25% per fascia): L'autore non appartiene a una fascia d'età specifica, ma è equamente ripartito tra giovani (18-35), adulti (36-53, 54-71) e anziani (72+). Ciò suggerisce che il rischio di passaggio all'atto è una variabile legata alla struttura di personalità e alla storia traumatica (come il C-PTSD) piuttosto che a un fattore anagrafico.

Familiarità con la vittima - Conoscenti (75%): La maggior parte degli autori ha colpito persone appartenenti alla propria rete sociale allargata (conoscenti). Questo dato è centrale per l'ONOF e l'AIPC, poiché qualifica il delitto familiare non solo come domestico, ma come un fallimento della regolazione all'interno di legami di vicinanza e colleganza.

Distribuzione Geografica - Nord Italia (75%): Si registra una forte prevalenza di autori operanti nelle regioni settentrionali.

Arma Utilizzata - Arma da fuoco (75%): L'uso predominante di armi da fuoco indica un'elevata letalità dell'azione. Clinicamente, il ricorso a tale arma può essere interpretato come l'esito di una disregolazione emotiva acuta: il soggetto, uscendo dalla propria finestra di tolleranza, ricorre a uno strumento che permette un'aggressione immediata e definitiva per interrompere uno stato di tensione interna intollerabile.

In sintesi, il presunto autore tipico della settimana è un uomo che, indipendentemente dall'età, compie un atto estremo contro un conoscente, prevalentemente al Nord e utilizzando un'arma da fuoco. Tale profilo conferma l'importanza di monitorare i segnali di perdita del controllo degli impulsi attraverso protocolli clinici come l'A.S.V.S.

 

Interpretazione Clinica: Disregolazione e Finestra di Tolleranza

L'analisi dell'ONOF evidenzia come il passaggio all'atto avvenga quando il soggetto esce dalla propria finestra di tolleranza. In individui con traumi relazionali complessi (C-PTSD), questa finestra è estremamente ridotta; stimoli percepiti come minacciosi all'interno del grado di familiarità (conoscenza, vicinanza, parentela) innescano una disregolazione emotiva che il sistema nervoso non riesce a modulare. Il "passaggio all'atto" rappresenta il fallimento della capacità di contenere l'impulso aggressivo di fronte a una disregolazione iper-arousal.

 

Analisi di un caso: L'omicidio per motivi di vicinato

Si prenda in esame il caso occorso a Cosenza, dove un uomo ha esploso colpi di arma da fuoco contro un vicino di casa che stava parcheggiando.

  • Variabile Relazionale: La "familiarità" qui è rappresentata dal rapporto di vicinato (conoscenti).
  • Dinamica Clinica: Un evento quotidiano e neutro (il parcheggio) viene percepito dal sistema di minaccia dell'autore come un'invasione intollerabile.
  • Uscita dalla Finestra di Tolleranza: Il soggetto sperimenta un picco di attivazione che restringe la sua capacità di giudizio.
  • Disregolazione Emotiva: L'incapacità di regolare la rabbia o l'ansia porta alla convinzione che l'unico modo per ristabilire l'equilibrio interno sia l'eliminazione della fonte di stress.
  • Passaggio all'Atto: L'autore dichiara di aver voluto "solo intimidire", ma l'azione finale (lo sparo letale) conferma la perdita del controllo degli impulsi tipica della disregolazione grave.

 

Conclusione

I dati raccolti tra l'8 e il 14 gennaio 2026 confermano l'importanza di una valutazione che integri psicodiagnostica e psicofisiologia, come previsto dal protocollo A.S.V.S., per identificare i segnali precursori della violenza. È fondamentale intervenire sulla capacità di autoregolazione per prevenire che la disregolazione sfoci in delitti familiari.

 

Se senti che dinamiche familiari o relazionali complesse influenzano la tua regolazione emotiva, il CIPR offre supporto specialistico a Pescara e Roma, integrando metodologie come il biofeedback per aiutarti a ritrovare l'equilibrio.

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