Il trend è maschile: Uomini nel 67% dei delitti familiari. Report ONOF (30 aprile-06 maggio 2026)
A cura di: Tiziana Calzone, Massimo Lattanzi e Elisa Niniviggi
Il presente contributo si basa sui dati raccolti attraverso la metodologia OSINT (Open Source Intelligence), ovvero il monitoraggio e l’analisi delle fonti aperte e delle testate giornalistiche. È doveroso premettere che tale modalità di recupero dati, pur essendo fondamentale per un monitoraggio in tempo reale, è soggetta alla possibilità di commettere errori o omissioni, in quanto legata alla parzialità della cronaca e alla mancata coincidenza temporale con i dati istituzionali ufficiali.
Piattaforma V.I.S.T.A.® (Valutazione Integrata Stress, Trauma e Agito) è un ecosistema digitale sviluppato dall'AIPC per diagnosticare e monitorare il rischio relazionale. La piattaforma analizza il rischio clinico, concentrandosi sulla disregolazione emotiva e sulla finestra di tolleranza nel C-PTSD per prevenire comportamenti impulsivi. Clicca sul link e compila la scala per ricevere il tuo profilo gratuito https://pci.jotform.com/form/261244558694366
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È importante sottolineare che la Piattaforma V.I.S.T.A.® rappresenta uno strumento di screening digitale finalizzato a fornire un’indicazione sul proprio stato di benessere e sul livello di rischio relazionale. Tuttavia, i risultati ottenuti non possono in alcun modo sostituire il parere, la diagnosi o l'intervento diretto di professionisti della salute mentale o del settore clinico-forense. L’autovalutazione deve essere intesa come un primo passo di consapevolezza verso un eventuale approfondimento specialistico.
Analisi generale dei delitti familiari
Nella settimana dal 30 aprile al 06 maggio 2026, si sono registrati complessivamente 3 casi di delitti familiari (che includono omicidi consumati, tentati omicidi e suicidi). La distribuzione per genere delle vittime è la seguente:
Uomini: N. 2 (67%)
Donne: N. 1 (33%)
Come puoi fare la differenza:
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Omicidi familiari consumati
Il numero complessivo di omicidi familiari consumati nel periodo di riferimento è di 1 caso, che rappresenta il 33% del totale dei delitti familiari settimanali.
Vittime totali: N. 1 (100% Uomo).
Profilo della vittima e dell'autore (omicidi):
Genere vittima: Uomo (100%).
Età: 18-35 anni.
Grado di familiarità: Conoscente (100%).
Arma utilizzata: Arma da taglio (100%).
Riferimento geografico: Sud e Isole.
Ascolta il podcast sul canale AIPC Editore su Spotify, MENTE|CRIMINE|TRAUMA: “Il trend è maschile: Uomini nel 67% dei delitti familiari. Report ONOF (30 aprile-06 maggio 2026)”. Clicca sul link: https://open.spotify.com/episode/47al1ewWA0PtYf1w3m7hMC?si=Oavq9F4LQz6mdRbcITsULQ
Profilo autore: Uomo, fascia d'età 36-53 anni, conoscente della vittima.
Tentati omicidi familiari
Il numero complessivo di tentati omicidi registrati è di 1 caso, pari al 33% dei delitti familiari totali della settimana.
Vittime totali: N. 1 (100% Donna).
Profilo della vittima e dell'autore (Tentati Omicidi):
Genere vittima: Donna (100%) - configurabile come Tentato Femminicidio.
Età: 36-53 anni.
Grado di familiarità: Partner (100%).
Arma utilizzata: Mani/Aggressione fisica (100%).
Riferimento geografico: Nord.
Profilo autore: Uomo, partner della vittima.
Come puoi fare la differenza:
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Lettura psicotraumatologica relazionale dei casi
Caso di omicidio consumato (Sud e Isole): L’omicidio di un giovane uomo per mano di un conoscente con arma da taglio riflette spesso dinamiche di disregolazione emotiva acuta. Attraverso la lente della psicotraumatologia relazionale, l’autore manifesta un’incapacità di gestire impulsi ostili all’interno di un legame di prossimità. Il passaggio all'atto grave avviene quando l'individuo esce dalla propria finestra di tolleranza, trasformando un conflitto interpersonale in un’aggressione letale dovuta a una restrizione della capacità di modulazione affettiva.
Caso di tentato omicidio (Nord): Il tentato femminicidio agito dal partner attraverso l’aggressione fisica rappresenta l’apice di un trauma relazionale complesso. In questi contesti, la vittima è spesso percepita come l’unico regolatore (o perturbatore) dell’equilibrio psichico dell’autore. L’aggressione segnala un crollo del controllo degli impulsi: l’autore, non riuscendo a contenere l'angoscia o la rabbia legata alla dinamica di coppia, "esce" dalla finestra di tolleranza e agisce violentemente per tentare di ripristinare un senso di potere o controllo ormai perduto.
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Conclusione
L'analisi dei dati di questa settimana conferma una dicotomia netta: mentre il tentato femminicidio rimane tragicamente radicato nelle dinamiche di coppia, le vittime maschili rappresentano la maggioranza statistica dei delitti familiari consumati, spesso colpiti da conoscenti. È fondamentale enfatizzare un dato imprescindibile: nonostante l'alto impatto sociale e mediatico del femminicidio, in questo campione settimanale esso rappresenta la percentuale inferiore dei delitti. Questa evidenza non attenua la gravità del fenomeno, ma impone una riflessione sulla necessità di una tutela inclusiva e universale. È imperativo promuovere una cultura che aiuti ogni individuo a riconoscere i propri limiti emotivi prima che la violenza diventi l'unico linguaggio possibile per gestire il dolore relazionale.
Contatti e supporto:
Sito: www.associazioneitalianadipsicologiaecriminologia.it
E-mail: aipcitalia@gmail.com
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