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Anatomia della distruttività relazionale: il report ONOF degli omicidi familiari (Settimana 2 - 8 luglio 2026

13/07/2026 08:19

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Anatomia della distruttività relazionale: il report ONOF degli omicidi familiari (Settimana 2 - 8 luglio 2026)

Anatomia della distruttività relazionale: il report ONOF degli omicidi familiari (Settimana 2 - 8 luglio 2026)Responsabili del monitoraggio: Dott. Mas

Anatomia della distruttività relazionale: il report ONOF degli omicidi familiari (Settimana 2 - 8 luglio 2026)

Responsabili del monitoraggio: Dott. Massimo Lattanzi e Dott.ssa Tiziana Calzone

Elaborazione statistica: Dott.ssa Giulia Trovato.

 

1. Presupposti teorici ed enti di ricerca

La comprensione scientifica delle condotte lesive agite all'interno dei legami di prossimità non può limitarsi al mero accertamento giuridico-penale. Risulta indispensabile decodificare i processi neurofisiologici e i fattori scatenanti che determinano il passaggio all'atto violento. Per tale ragione, il monitoraggio viene curato da un'équipe multidisciplinare specializzata nell'analisi circolare del trauma:

  • AIPC (Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia): Ente del Terzo Settore (ETS) fondato a Roma nel 2001 (CF: 97238660589). Promuove un modello di intervento clinico integrato che si rivolge parallelamente alla tutela delle vittime e al recupero dei presunti autori di violenza. L'ente ha sviluppato il protocollo scientifico A.I.P.C. Scientific Violence Screening (ASVS), specifico per la valutazione del rischio in chiave prettamente clinica e non sociale. Nell'ambito di questa cornice trova applicazione il protocollo V.E.R.A. (Violence Emotional Risk Assessment), volto a standardizzare l'assessment mediante l'integrazione di colloqui clinici, test psicodiagnostici e monitoraggi psicofisiologici tramite biofeedback, all'interno di percorsi basati su psicotraumatologia relazionale, psicoterapia sensomotoria e mindfulness.
  • CIPR (Centro Italiano di Psicotraumatologia Relazionale): Centro clinico d'eccellenza focalizzato sul trattamento del Disturbo da Stress Post-Traumatico Complesso (C-PTSD) e sui quadri di disregolazione emotiva, attivo con le sue sedi a Roma e Pescara. L'iter terapeutico combina il supporto clinico alla rilevazione oggettiva di parametri psicofisiologici (quali la variabilità della frequenza cardiaca - HRV e la conduttanza cutanea), con l'obiettivo di favorire il riequilibrio del sistema nervoso autonomo e l'ampliamento della finestra di tolleranza del paziente.
  • ONOF (Osservatorio Nazionale Omicidi Familiari): Organismo scientifico permanente istituito nel 2013, deputato alla raccolta epidemiologica e alla mappatura dei delitti consumati nelle reti di prossimità relazionale. L'osservatorio analizza i profili criminologici ricorrenti, isolando la variabile del grado di familiarità per ottimizzare i modelli di prevenzione precoce e la valutazione della letalità.

 

2. Metodologia di rilevazione OSINT e limiti informativi

Le evidenze epidemiologiche presentate in questo report settimanale non traggono origine dai dati consolidati delle forze dell'ordine o degli organi giudiziari istituzionali, condizionati da tempi di elaborazione più lunghi. I dati derivano dall'applicazione della metodologia OSINT (Open Source Intelligence), basata sul monitoraggio costante, l'estrazione e la successiva validazione incrociata delle notizie di cronaca diffuse dai media e dalle agenzie di stampa nazionali.

Questa modalità di raccolta permette di fotografare l'emergere del fenomeno criminoso in tempo reale, ma comporta intrinseci fattori di condizionamento. Va considerato un fisiologico margine di errore legato alla parzialità e alla continua evoluzione delle informazioni giornalistiche nelle ore immediatamente successive all'evento.

 

Ascolta il podcast sul canale AIPC Editore su Spotify, MENTE|CRIMINE|TRAUMA: “Anatomia della distruttività relazionale: il report ONOF degli omicidi familiari (Settimana 2 - 8 luglio 2026)".  Clicca sul link: https://open.spotify.com/episode/18AEFT4uxZNwL2hBR3wmVs?si=EqndLffTRye9G8NNgVmStQ

 

3. Glossario dei parametri scientifici e criminologici

  • Campione Complessivo (N): L'insieme di tutti gli episodi delittuosi (siano essi reati consumati o tentati, comprensivi di condotte autolesive associate) individuati e catalogati nella settimana di riferimento entro contesti relazionali o di vicinanza interpersonale.
  • Delitto Familiare: Nella tassonomia clinica dell'AIPC, definisce l'insieme delle condotte distruttive (omicidi, tentati omicidi, suicidi e tentati suicidi correlati) che si verificano all'interno di una rete relazionale significativa, determinata da legami di sangue, affettivi, sentimentali, di coabitazione, di colleganza o di vicinato.
  • Grado di Familiarità: Indicatore qualitativo mutuato dalla psicotraumatologia relazionale, fondamentale per decodificare il tipo di legame esistente tra la vittima e il presunto autore. Si suddivide nelle categorie: Partner, ex-partner, parenti, conoscenti (inclusi vicini di casa, coinquilini e relazioni di prossimità allargata) e sé stesso/a (in riferimento alle condotte autolesive connesse all'evento).

 

4. Analisi epidemiologica settimanale e dinamiche di genere

Nel periodo compreso tra il 2 e l'8 Luglio 2026, l'attività di intelligence OSINT ha intercettato un campione complessivo di eventi che ha coinvolto un totale di 10 vittime e 9 presunti autori o rei confessi.

 

4.1 Identità di genere dei soggetti coinvolti

  • Genere delle vittime: Il 60% del campione (pari a 6 soggetti) appartiene al genere femminile, mentre il restante 40% (pari a 4 soggetti) è riconducibile al genere maschile.
  • Genere dei presunti autori: L'88% dei presunti responsabili (pari a 8 soggetti) appartiene al genere maschile, a fronte di un 12% (pari a 1 soggetto) di genere femminile.

 

4.2 Analisi degli omicidi consumati: focus sulla qualificazione e sul numero dei femminicidi

Nel corso della settimana sono stati registrati in totale 5 omicidi consumati. All'interno di questo sotto-campione, si rileva una prevalenza di vittime di genere maschile, che rappresentano il 60% dei casi (3 casi), rispetto alle vittime di genere femminile, che si attestano al 40% (2 casi).

L'applicazione rigorosa dei criteri scientifici ONOF richiede una disamina della natura del legame relazionale per stabilire l'effettiva ricorrenza clinica della categoria di femminicidio sulle 2 vittime di genere femminile censite:

  • Femminicidio consumato (50% delle vittime femminili di omicidio – 1 caso specifico): Il monitoraggio OSINT ha individuato un unico (1) caso di femminicidio consumato nell'area geografica del Nord Italia. In questo specifico episodio, la donna è stata uccisa dal proprio partner all'interno di una relazione affettivo-sentimentale stabile, configurando la tipica dinamica di genere legata al legame di coppia.
  • Omicidi familiari non classificabili come femminicidio (50% delle vittime femminili di omicidio – 1 caso specifico): L'ulteriore unico (1) caso di omicidio con vittima una donna ha coinvolto una madre uccisa all'interno delle mura domestiche dal proprio figlio consanguineo (reato di matricidio). Questo episodio si qualifica come un delitto familiare di prossimità originato da dinamiche interne alla rete di parentela, e non come femminicidio, poiché l'azione letale non è stata compiuta da un partner o ex-partner o all'interno di un legame di coppia.

Per completezza del campione letale, si specifica che i restanti 3 casi di omicidio consumato hanno visto come vittime uomini: nello specifico, 1 uomo ucciso dal proprio partner e 2 uomini uccisi da soggetti appartenenti alla rete dei conoscenti.

 

4.3 Analisi dei tentati omicidi: incidenza e numero dei tentati femminicidi

I delitti che sono rimasti allo stadio di tentativo hanno coinvolto in totale 5 vittime, evidenziando in questo arco temporale una drastica e preoccupante polarizzazione sui reati di genere e di coppia:

  • Tentato Femminicidio (80% del campione dei tentati omicidi – 4 casi specifici): Si registrano ben quattro (4) casi distinti di tentato femminicidio. In ciascuno di questi 4 episodi (100%), le vittime sono donne che sono state bersaglio di condotte potenzialmente letali da parte del rispettivo partner (marito o compagno). Questo dato numerico evidenzia una forte e ricorrente recrudescenza di agiti lesivi impulsivi all'interno delle relazioni affettive stabili.
  • Tentati omicidi non classificabili come femminicidio (20% del campione dei tentati omicidi – 1 caso specifico): Si registra un unico (1) caso rimasto allo stadio di tentativo che ha visto come vittima un soggetto di genere maschile, aggredito e leso da un individuo appartenente alla categoria relazionale dei conoscenti.

 

4.4 Fenomeni autolesivi correlati (Suicidi e Tentati Suicidi)

Il quadro clinico settimanale mostra l'insorgenza di risposte autolesive successive all'agito principale, riscontrate esclusivamente tra i presunti autori di sesso maschile (100%):

  • Suicidi consumati: Si registra 1 episodio (100% uomini) in cui l'offender si è tolto la vita tramite precipitazione/defenestrazione subito dopo l'atto omicidiario.
  • Tentati suicidi: Si registra 1 episodio (100% uomini) in cui l'autore ha tentato l'atto autolesivo mediante l'uso di un'arma da taglio, senza giungere al decesso.

 

Scarica le slide Anatomia della distruttività relazionale: il report ONOF degli omicidi familiari (Settimana 2 - 8 luglio 2026). Clicca sul link: slide

 

5. Analisi disarticolata delle variabili target

 

A. Variabile anagrafica: Fasce d'età

  • Età delle Vittime (N = 10): La classe d'età compresa tra i 54 e i 71 anni esprime la quota di vulnerabilità più elevata del periodo, rappresentando il 50% del campione totale (5 vittime). Segue la fascia intermedia tra i 36 e i 53 anni con il 30% (3 vittime). I giovani adulti (18-35 anni) e gli anziani oltre i 72 anni si attestano entrambi al 10% del campione, con 1 sola vittima rispettiva. Non si registrano minori nella fascia 0-17 anni (0%).
  • Età dei Presunti Autori (N = 9): La distribuzione anagrafica degli aggressori appare eterogenea. La fascia tra i 36 e i 53 anni registra il valore relativo più alto con il 34% (3 autori). Seguono appaiate la classe dei giovani adulti (18-35 anni) e quella degli ultrasessantenni/anziani (72+), ciascuna con un'incidenza del 22% (2 autori per fascia). La fascia 54-71 anni esprime l'11% dei casi (1 autore), mentre per un ulteriore 11% (1 autore) l'età non risulta specificata dalle fonti. Non si riscontrano autori minorenni.

 

B. Variabile relazionale: Grado di familiarità

I dati clinici della settimana indicano uno spostamento del rischio dai fattori di vicinato/conoscenza verso le relazioni affettive e nucleari strette:

  • Partner: Rappresenta lo scenario relazionale prevalente, coinvolgendo il 60% delle vittime (6 soggetti) e il 56% dei presunti autori (5 soggetti), a indicazione di una forte riattivazione di conflittualità distruttive interne alla coppia.
  • Conoscenti: Si attesta al secondo posto con il 30% in riferimento alle vittime (3 soggetti) e il 33% in relazione agli autori (3 soggetti), includendo dinamiche di coabitazione tra coinquilini e liti in contesti pubblici.
  • Parenti: Copre il 10% delle vittime (1 soggetto) e l'11% degli autori (1 soggetto), circoscrivendo gli agiti distruttivi consumati tra consanguinei.
  • Ex-Partner e Sé stesso/a: Non registrano alcuna incidenza percentuale nel corso della settimana in esame (0%).

 

C. Variabile strumentale e ripartizione geografica

  • Strumenti nei delitti letali (Omicidi): Negli omicidi consumati si rileva la prevalenza dell'arma da taglio, utilizzata nel 50% dei casi contro gli uomini (2 vittime) e nel 25% contro le donne (1 vittima). L'arma da fuoco è stata impiegata nel 25% dei delitti contro gli uomini (1 vittima). L'aggressione fisica diretta (strangolamento/soffocamento) ha interessato il 25% dei casi letali complessivi, riscontrata sulla seconda vittima di genere femminile.
  • Strumenti nei reati tentati (Tentati Omicidi): Nei tentati omicidi emerge l'impiego di armi improprie (oggetti contundenti, spranghe o bottiglie), che saturano il 40% delle lesioni sulle vittime donne (2 casi). L'arma da fuoco registra un'incidenza del 20% sul genere femminile (1 caso), mentre le modalità classificate come "altro" (incluso il tentativo di incendio doloso) hanno interessato il 20% delle vittime donne (1 caso) e il 20% delle vittime uomini (1 caso).
  • Distribuzione Geografica: Sotto il profilo della localizzazione (calcolata per singolo offender), i delitti familiari si sono concentrati principalmente nel Nord Italia, che raccoglie il 55% dei casi totali (5 eventi). Segue il Centro Italia con il 33% (3 eventi) e il Sud/Isole con il 12% (1 evento).

 

6. Inquadramento psicotraumatologico relazionale del passaggio all'atto

L'interpretazione clinica elaborata dall'ONOF e dal CIPR evidenzia come la gravità degli agiti distruttivi censiti debba essere decodificata tramite i costrutti della psicotraumatologia relazionale, focalizzandosi sul grado di familiarità, sulla disregolazione emotiva e sul superamento della finestra di tolleranza.

La finestra di tolleranza definisce lo spettro di attivazione neurofisiologica ottimale entro cui l'individuo riesce a elaborare stress, conflitti interpersonali e vissuti frustranti senza compromettere l'equilibrio del proprio sistema nervoso autonomo. Nelle persone che presentano quadri traumatici complessi (C-PTSD) o risonanze relazionali non elaborate, questo spazio di autoregolazione risulta drasticamente ristretto. Di fronte a un fattore scatenante acuto — sia esso una crisi nella coppia di partner, un dissidio profondo tra parenti o una grave alterazione della convivenza tra coinquilini e conoscenti — il soggetto sperimenta un repentino scompenso, uscendo dalla propria finestra di tolleranza ed entrando in uno stato di iper-attivazione simpatica.

Il passaggio all'atto grave (acting-out) si configura come un'improvvisa perdita del controllo degli impulsi, determinata da un temporaneo blackout delle funzioni regolative della corteccia prefrontale. L'impulso distruttivo si traduce nell'immediata applicazione della forza fisica o nell'uso subitaneo di armi improprie, bianche, da taglio o da fuoco, confermando come il grado di familiarità e la prossimità dei contesti di vita modulino la risonanza emotiva e l'effettiva letalità del conflitto.

 

7. Presidi di supporto, orientamento clinico e contatti

L'AIPC e il CIPR mantengono attivi servizi specialistici orientati alla stabilizzazione psicofisiologica e all'ampliamento della finestra di tolleranza:

  • Sportello nazionale di ascolto e orientamento sulla violenza: Spazio di accoglienza clinica rivolto a tutti gli individui, senza distinzione di genere o di ruolo (vittime di violenza subita, testimoni di violenza assistita, familiari e autori di agiti maltrattanti o violenti). Su richiesta, viene offerto un inquadramento psicodiagnostico e psicofisiologico supportato da strumentazione biofeedback, oltre a percorsi di training individuali, di coppia, di gruppo o familiari.
  • Formazione e Supervisione Clinica: Per gli operatori che si occupano o intendono occuparsi di violenza con strumenti scientifici, l'AIPC propone percorsi di formazione specialistica e supervisione (individuale e di gruppo), fruibili sia in presenza sia a distanza.

 

Riferimenti e canali diretti

Telefono / WhatsApp: 3924401930 (Servizio unico attivo tutti i giorni, festivi esclusi, nella fascia oraria dalle ore 11:00 alle ore 16:00).

E-mail istituzionale: aipcitalia@gmail.com

Sito web di riferimento: www.associazioneitalianadipsicologiaecriminologia.it

 

 

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