L’odore del lupo: oltre la fortezza del trauma complesso. Dall’evidenza narrativa alla valutazione clinica C-PTSD e protocollo ASVS
A cura di Massimo Lattanzi e Tiziana Calzone
Abstract
Il romanzo "L'odore del lupo", scritto da Emanuela De Vito, non rappresenta soltanto un’opera narrativa, ma si configura come una precisa e cruda fenomenologia del C-PTSD (Disturbo da Stress Post-Traumatico Complesso). Attraverso la storia di Silvia, emerge il dramma della “fortezza perfetta”: una struttura difensiva eretta per sopravvivere a traumi relazionali cronici e indicibili. Clinicamente, l’opera documenta il fallimento della protezione primaria e l’insorgenza di una disregolazione emotiva profonda. Questo testo analizza come il passaggio dall’abuso alla guarigione richieda l’abbandono dell’approccio sociale generico a favore di protocolli scientifici come l’ASVS, capaci di mappare la restrizione della finestra di tolleLranza e la natura strategica della violenza relazionale.
International Summit: Dal C-PTSD alla Pet Therapy: percorsi integrati di regolazione emotiva nei casi di violenza. Roma, 13 febbraio 2026.
Ore 15:00 – 19:00 SALA TEVERE, Regione Lazio – Via C. Colombo, 212
Un panel d’eccellenza per la valutazione del trauma complesso e delle dinamiche relazionali violente.
INGRESSO GRATUITO. PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA. SARA’ RILACIATO L’ATTESTATO DI PARTECIPAZIONE. POSTI LIMITATI
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La clinica del trauma: tra “topi-lupi” e disregolazione
La ferita descritta nel libro si annida nel grado di familiarità: la violenza subita nell’ombra di contesti domestici apparentemente protetti. Clinicamente, questo si traduce in una costante iper-attivazione dei sistemi di minaccia.
La finestra di tolleranza: Nelle persone con C-PTSD, come documentato dalle ricerche CIPR, ONOF e AIPC, la finestra di tolleranza è estremamente stretta. Il trauma non è un ricordo, ma un “odore” – un’attivazione sensoriale che innesca il passaggio all’atto o il collasso dissociativo.
La variabile relazionale: Il lupo non è un predatore esterno, ma una figura che agisce all’interno di una dinamica relazionale violenta. Senza una valutazione clinica del rischio (Protocollo ASVS), il trauma rimane “indicibile” e destinato alla ripetizione.
Il percorso di guarigione: protocolli scientifici e integrazione
La rinascita della protagonista riflette l’importanza di percorsi integrati. La guarigione non avviene per semplice catarsi, ma attraverso:
Valutazione clinica (ASVS): Identificare la violenza non come evento isolato, ma come dinamica legata al legame affettivo.
Regolazione emotiva: Interventi mirati (dal Biofeedback alla Pet Therapy) per riallargare la finestra di tolleranza e permettere al Sé di uscire dalla “fortezza” difensiva.
Dalla vittima al soggetto: Come suggerito dal confronto tra profili clinici estremi, l’istruzione e la consapevolezza del trauma sono lo spartiacque decisivo tra la condanna alla ripetizione e la possibilità di una vita nuova.
Conclusione
“L’odore del lupo” di Maria Pacifico ci ricorda che il trauma relazionale complesso richiede una risposta che non sia solo solidale, ma rigorosamente scientifica. Solo attraverso la profilazione delle dinamiche violente e l’uso di protocolli validati come l'ASVS possiamo trasformare le “urla soffocate” in una narrazione di guarigione. È il momento di abbattere la fortezza e restituire dignità e sicurezza a chi è rimasto intrappolato nel silenzio: il cambiamento inizia oggi.
Riferimenti Bibliografici e Ricerca:
Lattanzi, M., Calzone, T. (a cura di), "L’odore del lupo: oltre la fortezza del trauma complesso".
Pacifico, M., "L’odore del lupo", Ponte alla Grazie - Adriano Salani Editore, 2026.
Ricerche documentate da CIPR (Centro Italiano di Psicotraumatologia Relazionale), ONOF e AIPC sulla restrizione della finestra di tolleranza.
Contatti e Supporto
Se senti che dinamiche familiari complesse hanno influenzato profondamente la tua vita, il Centro Italiano di Psicotraumatologia Relazionale (CIPR) con sede a Pescara e Roma offre un approccio specialistico per supportare la tua guarigione.
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