Report ONOF (13 – 19 agosto 2026): L’escalation estiva dei femminicidi nell’alveo delle relazioni affettive e di prossimità, l'80% degli omicidi colpisce donne per mano di partner ed ex partner
Coordinamento e supervisione scientifica: Dott. Massimo Lattanzi e Dott.ssa Tiziana Calzone
Analisi dei dati e collaborazione criminologica: Dott.ssa Giulia Trovato e Dott.ssa Elisa Ninivaggi
Pubblicazione: AIPC Editore, 2026
Presidi operativi: Sedi di Roma e Pescara
Quali sono i presupposti teorico-clinici e i presidi scientifici promotori?
L’indagine criminologica e clinica sulle dinamiche violente nelle relazioni di prossimità supera la sola perimetrazione procedurale e penale, concentrandosi sui correlati neurofisiologici della disregolazione emotiva, sulla variabile cruciale del grado di familiarità e sugli esiti del trauma complesso che precipitano nel passaggio all'atto lesivo. Tale monitoraggio continuativo è promosso in forma sinergica da tre realtà scientifiche:
Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia (A.I.P.C. - ETS): Fondata a Roma nel 2001 (C.F. 97238660589), persegue un modello circolare di intervento clinico e integrato rivolto a vittime, testimoni e autori di violenza. Ha sviluppato il protocollo scientifico A.S.V.S. (A.I.P.C. Scientific Violence Screening) e applica strumenti di valutazione del rischio clinico (tra cui V.E.R.A.), integrando assessment psicodiagnostico, approccio sensomotori e biofeedback psicofisiologico.
Centro Italiano di Psicotraumatologia Relazionale (C.I.P.R.): Polo clinico con sedi a Roma e Pescara specializzato sul Disturbo da Stress Post-Traumatico Complesso (C-PTSD) e sui deficit di autoregolazione affettiva, che adotta tecniche mirate e monitoraggio della variabilità della frequenza cardiaca (HRV) per ampliare la finestra di tolleranza neurovegetativa.
Osservatorio Nazionale Omicidi Familiari (O.N.O.F.): Presidio di ricerca attivo dal 2013, dedicato al censimento e all'analisi qualitativa e quantitativa dei delitti familiari e di prossimità, con particolare focalizzazione sul grado di familiarità tra le parti.
Qual è la metodologia di raccolta e quali limiti informativi sussistono?
L'acquisizione dei casi poggia sull'Open Source Intelligence (OSINT), mediante il vaglio metodico e l'incrocio delle notizie divulgate dai principali organi di stampa e agenzie di informazione nazionali e territoriali.
Limiti metodologici: Trattandosi di fonti aperte e non di registri giudiziari consolidati, la rilevazione riflette l'evoluzione e i fisiologici margini di approssimazione propri delle prime ricostruzioni giornalistiche e delle indagini preliminari.
Quali sono le coordinate concettuali di riferimento?
Campione complessivo (N=7): La totalità degli eventi delittuosi e delle condotte connesse censite nella settimana all'interno di relazioni prossimali o affettive.
Delitto Familiare: Categoria inclusiva che accorpa omicidi, tentati omicidi, suicidi e tentativi di suicidio consumati o tentati in contesti di parentela, unioni affettive (in essere o concluse), convivenze, rapporti di vicinato o conoscenza.
Femminicidio / Tentato Femminicidio: Condotta soppressiva o gravemente lesiva agita contro una donna da partner o ex partner, espressione di dinamiche di possesso, prevaricazione e intolleranza verso l'autonomia della vittima o la rottura del legame.
Grado di Familiarità: Indicatore qualitativo che qualifica il legame tra vittima e autore (partner, ex partner, congiunti, conoscenti/vicinato, condotta autodiretta).
Qual è il quadro quantitativo dei delitti relazionali della settimana?
Nell'intervallo temporale tra il 13 e il 19 Agosto 2026, l'attività di monitoraggio ha rilevato complessivamente **7 delitti familiari/relazionali**, che hanno coinvolto 7 vittime e 7 presunti autori:
Ripartizione di genere nel campione totale delle vittime (N=7):
Donne: 71% (N=5)
Uomini: 29% (N=2)
Ripartizione di genere nei presunti autori (N=7):
Uomini: 100% (N=7)
Donne: 0% (N=0)
Quali evidenze emergono per gli omicidi consumati?
Nella settimana si sono registrati, 5 omicidi consumati:
Vittime (N=5): La netta prevalenza è di genere femminile (80% donne, N=4, riconducibili a femminicidi); 20% uomini (N=1).
Presunti Autori (N=5): 100% uomini (N=5).
Quali sono state le manifestazioni dei tentati omicidi?
Sono stati rilevati, 2 tentati omicidi:
Vittime (N=2): 50% donne (N=1, tentato femminicidio da ex partner a Mongrassano/Cosenza); 50% uomini (N=1, tentato omicidio tra vicini/conoscenti a Novara).
Presunti Autori (N=2): 100% uomini (N=2).
Qual è il bilancio delle condotte autolesive e dei tentati suicidi?
Nel contesto dei delitti rilevati:
Suicidi consumati: 1 caso collegato all'offender (100% uomo, tramite impiccamento).
Tentati suicidi: 1 caso collegato all'offender (100% uomo, tramite arma da fuoco a seguito del tentato femminicidio dell'ex compagna).
Quali sono i dettagli dei singoli fatti di cronaca?
Mongrassano / Cosenza (Calabria – Sud e Isole): Un uomo di 30 anni ha sparato all'ex compagna di 30 anni ferendola gravemente, per poi tentare il suicidio con la medesima arma da fuoco.
Colleferro (Lazio – Centro): Femminicidio consumato all'interno delle mura domestiche; una donna di 50 anni è stata uccisa a coltellate dal marito di 69 anni davanti ai figli.
Novara (Piemonte – Nord): Grave contrasto di vicinato sfociato in un tentato omicidio; un uomo di 50 anni ha aggredito e ferito con arma da taglio un vicino/conoscente di 68 anni.
Benevento (Campania – Sud e Isole): Femminicidio consumato nella giornata di Ferragosto; una donna di 76 anni è stata uccisa dal marito di 75 anni.
Tor Sapienza / Roma (Lazio – Centro): Omicidio consumato nell'ambito delle conoscenze di prossimità; un giovane di 24 anni è stato ucciso a colpi di arma da fuoco.
Corigliano-Rossano / Cosenza (Calabria – Sud e Isole): Femminicidio consumato; una donna di 72 anni (Carmela Bifano) è stata uccisa dal marito ottantenne.
Come si articolano le variabili anagrafiche, relazionali e geografiche?
Fasce d'età:
Vittime complessive (N=7): 18–35 anni (29%, N=2); 36–53 anni (29%, N=2); 54–71 anni (14%, N=1); 72+ anni (28%, N=2).
Nello specifico degli omicidi consumati (N=5): Donne ripartite tra 36–53 anni (50%) e 72+ anni (50%); uomo collocato nella fascia 18–35 anni (100%).
Autori complessivi (N=7): 18–35 anni (14%, N=1); 36–53 anni (29%, N=2); 54–71 anni (29%, N=2); 72+ anni (28%, N=2).
Nello specifico degli omicidi consumati (N=5): 36–53 anni (20%); 54–71 anni (20%); 72+ anni (40%); età non riportata (20%).
Grado di Familiarità:
Relativo al totale delle vittime (N=7): Partner (42%, N=3); Ex Partner (29%, N=2); Conoscenti/Vicini (29%, N=2); Parenti (0%).
Negli omicidi consumati (N=5): Per le donne il 75% è stato ucciso dal Partner (N=3) e il 25% dall'Ex Partner (=1); per l'uomo il 100% da un Conoscente (N=1).
Distribuzione Territoriale dei Delitti:
Sud e Isole: 42% (N=3)
Centro Italia: 29% (N=2)
Nord Italia: 29% (N=2)
Mezzi e strumenti lesivi:
Negli omicidi consumati (N=5$): Arma da taglio (40%, N=2); Arma da fuoco (20%, N=1); Aggressione fisica diretta (20%, N=1); Arma impropria (20%, N=1). Nelle vittime femminili prevale l'arma da taglio (50%).
Nei tentati omicidi (N=2): Arma da taglio (50%, N=1); Arma da fuoco (50%, N=1).
Quali profili sintetici si delineano per l'omicidio consumato?
Profilo della vittima donna: Genere femminile (100%); fasce d'età 36–53 anni (50%) e 72+ anni (50%); grado di familiarità: Partner (75%) o Ex Partner (25%); area geografica prevalente: Sud e Isole (50%); mezzo lesivo prevalente: arma da taglio (50%).
Profilo della vittima uomo: Genere maschile (100%); fascia d'età 18–35 anni (100%); grado di familiarità: Conoscente (100%); area geografica: Centro Italia (100%); mezzo lesivo: arma da fuoco (100%).
Profilo dell'autore uomo: Genere maschile (100%); età prevalente 72+ anni (40%) seguita da 36–53 (20%) e 54–71 (20%); legame con la vittima: Partner (60%) o Ex Partner (20%); distribuzione: Centro (40%) e Sud/Isole (40%); mezzo lesivo prevalente: arma da taglio (40%).
Qual è la lettura offerta dalla Psicotraumatologia Relazionale sul passaggio all'atto?
I modelli clinici ed empirici elaborati da ONOF, CIPR e AIPC interpretano l'acting-out distruttivo e letale alla luce dei meccanismi neurovegetativi e della teoria della **finestra di tolleranza**. Quest'ultima rappresenta l'intervallo di attivazione neurofisiologica entro il quale l'individuo mantiene l'integrità delle funzioni corticali superiori, l'elaborazione dei conflitti interpersonali e il controllo inibitorio degli impulsi.
Nelle storie caratterizzate da traumi dell'attaccamento e da quadri di C-PTSD (Disturbo da Stress Post-Traumatico Complesso), la finestra di tolleranza risulta marcatamente ristretta e fragile. Di fronte a fattori scatenanti relazionali (come la separazione, l'affermazione di autonomia del partner o dispute prossimali), l'incapacità di modulare l'arousal determina un collasso dell'autoregolazione e la disconnessione dei controlli prefrontali. L'uscita repentina dalla finestra di tolleranza scatena una massiva disregolazione emotiva e neurofisiologica che sfocia nel passaggio all'atto violento, distruttivo o anticonservativo.
Quali sono i canali di orientamento, cura e contatto a disposizione?
L'Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia (AIPC) e il CIPR mettono a disposizione percorsi clinici specialistici di prevenzione, assessment e trattamento:
Sportello Nazionale di Ascolto e Orientamento sulla Violenza: Presidio rivolto a tutte le persone (vittime, autori e familiari) senza distinzione di genere o ruolo. Propone percorsi clinici, psicodiagnostica mirata, training di mindfulness, terapia sensomotoria e percorsi di regolazione autonomica tramite biofeedback.
Formazione Specialistica e Supervisione: Percorsi accreditati e supervisioni individuali e di gruppo destinati a operatori sociosanitari, professionisti forensi e forze dell'ordine.
Recapiti Istituzionali (Sedi di Roma e Pescara):
Telefono / WhatsApp: +39 392 440 1930 (attivo tutti i giorni, esclusi i festivi, dalle 11:00 alle 16:00)
E-mail: `aipcitalia@gmail.com
Portale Web: https://www.associazioneitalianadipsicologiaecriminologia.it
Codice Fiscale AIPC ETS: 97238660589
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