Allarme relazioni: l'analisi criminologica ONOF sui delitti familiari dal 7 al 13 Maggio 2026
Introduzione
L'Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia (AIPC) APS, ente del terzo settore (ETS) fondato nel 2001, è coordinata dal Dott. Massimo Lattanzi (psicologo, psicoterapeuta e Ph.D. in Scienze Forensi) e dalla Dott.ssa Tiziana Calzone (psicologa, psicoterapeuta). L'associazione si avvale di un'équipe multidisciplinare di professionisti volontari che opera sul fenomeno della violenza in genere in modo circolare, supportata da importanti collaborazioni istituzionali.
Nel 2011, la cooperazione tra il Dott. Lattanzi, la Dott.ssa Calzone e la Dott.ssa Carmen Pellino ha portato alla strutturazione del protocollo scientifico integrato A.I.P.C. Scientific Violence Screening per l'assessment specifico e la valutazione del rischio. Questo approccio si è evoluto ed è oggi applicato sistematicamente attraverso il Protocollo V.E.R.A. (Violence Emotional Risk Assessment), focalizzato sulla valutazione clinica della disregolazione emotiva, delle risonanze traumatiche e del rischio di perdita del controllo degli impulsi. I percorsi di contrasto e prevenzione integrano la psicotraumatologia relazionale, la mindfulness e la terapia sensomotoria, supportando il recupero clinico delle persone che hanno vissuto, subito, agito o assistito a condotte violente.
Inoltre, le analisi settimanali e mensili della rubrica "Delitti Familiari" vengono elaborate in sinergia con l'attività dell'Osservatorio Nazionale Omicidi Familiari (ONOF), fondato nel 2013, e i contenuti divulgativi sono diffusi tramite il canale AIPC Editore.
Metodologia: Analisi effettuata tramite monitoraggio OSINT (Open Source Intelligence) dei casi di cronaca giornalistica.
Coordinamento scientifico: Dott. Massimo Lattanzi e Dott.ssa Tiziana Calzone.
Collaborazione: Dott.ssa Giulia Trovato, laureata in Psicologia giuridica, forense e criminologica e tirocinante presso l’Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia.
Introduzione ed evoluzione metodologica
L'Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia (AIPC) prosegue l'attività di monitoraggio e analisi quanti-qualitativa dei "delitti familiari", applicando criteri scientifici integrati per intercettare la reale portata del fenomeno sommerso della violenza relazionale.
A partire dal 2025, l'attività di screening e valutazione del rischio sul piano clinico e della disregolazione emotiva si avvale dell'introduzione del Protocollo V.E.R.A. (Violence Emotional Risk Assessment), quale strumento diagnostico e operativo d'elezione per l'assessment specifico e per la prevenzione del passaggio all'atto grave.
Quadro statistico settimanale (07-13 maggio 2026)
Nel periodo preso in esame, sono stati registrati 6 delitti familiari totali, ripartiti in:
1 Omicidio consumato (Vittima di genere femminile).
5 Tentati omicidi (Vittime di genere maschile).
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1. Distribuzione per genere ed età
Vittime: Netta prevalenza del genere maschile con l'83% (5 vittime), mentre il genere femminile attesta il 17% (1 vittima). Il 50% delle vittime complessive si colloca nella fascia d'età over 72.
Presunti Autori: Il 100% dei presunti autori (5 soggetti) è di genere maschile, con una concentrazione del 40% nella fascia d'età compresa tra i 36 e i 53 anni.
2. Variabile "grado di familiarità" e distribuzione geografica
Grado di familiarità: Si conferma il pattern differenziato per genere. La vittima donna (100% dell'omicidio consumato) è stata colpita dal proprio partner all'interno di una relazione affettivo-sentimentale. Al contrario, le vittime uomini (100% dei tentati omicidi) mostrano un legame qualificabile come conoscenti (50% complessivo sul totale dei delitti) o parenti.
Geografia: Il fenomeno si è concentrato prevalentemente nell'area Sud e Isole (60%), seguita dal Nord Italia (40%).
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3. Strumenti offensivi
Arma da taglio: Rimane lo strumento d'elezione per i passaggi all'atto impulsivi, utilizzata nel 75% dei casi complessivi.
Profili tipici emersi
Dall'incrocio delle frequenze statisticamente più elevate per singola variabile, si delineano i seguenti profili settimanali:
Profilo vittima uomo
Identikit: Uomo, di età superiore ai 72 anni, residente nel Sud Italia, aggredito da un conoscente prevalentemente con un'arma da taglio nel contesto di una lite impulsiva.
Profilo vittima donna
Identikit: Donna, di età compresa tra i 54 e i 71 anni, residente nel Nord Italia, vittima di omicidio consumato da parte del partner mediante l'uso di un'arma da taglio.
Profilo dell'autore
Identikit: Uomo, di età compresa tra i 36 e i 53 anni, che agisce prevalentemente al Sud nei confronti di conoscenti, manifestando una grave perdita del controllo degli impulsi (uscita dalla finestra di tolleranza) e utilizzando armi da taglio o di facile reperibilità.
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Analisi del trend settimanale
I dati estratti dalla settimana dal 07 al 13 Maggio 2026 evidenziano una marcata asimmetria di genere e di dinamica relazionale tra i delitti consumati e quelli tentati:
Omicidi consumati: Il trend registra una polarizzazione sul genere femminile (100% dei casi consumati, pari a 1 vittima), in cui l'evento letale si consuma all'interno della coppia per mano del partner attuale. Questo dato conferma la ricorrenza statistica secondo cui la donna è prevalentemente vittima di soggetti con cui ha o ha avuto una relazione affettivo-sentimentale.
Tentati omicidi: Il trend mostra un'inversione numerica drastica, concentrandosi totalmente sul genere maschile (100% dei casi tentati, pari a 5 vittime). In questo scenario, l'agito violento non letale si consuma principalmente al di fuori delle mura domestiche strette, coinvolgendo in larga parte conoscenti (50% sul totale dei delitti complessivi) o parenti in liti impulsive, spesso caratterizzate dall'uso di armi da taglio.
L'analisi integrata rileva come il passaggio all'atto grave e impulsivo (rappresentato nel 75% dei casi complessivi dall'uso di armi da taglio) sia strettamente connesso a un'uscita improvvisa dalla "finestra di tolleranza" emotiva da parte dell'offender.
Contatti per ascolto e consulenza
L'AIPC offre uno sportello di ascolto, orientamento e accoglienza specializzato per tutte le persone coinvolte in dinamiche di violenza, senza distinzione di genere o ruolo (vittime, autori e nuclei familiari). Su richiesta, vengono attivati percorsi di valutazione psicodiagnostica, screening psicofisiologico tramite biofeedback e training specifici. Per i professionisti del settore sono inoltre disponibili percorsi di formazione specialistica e supervisione.
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