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Quando la ferita riattualizza l’abisso: lettura psicotraumatologica del caso di Torino alla luce della scala

30/09/2026 11:13

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Quando la ferita riattualizza l’abisso: lettura psicotraumatologica del caso di Torino alla luce della scala F.V.R.T.

Quando la ferita riattualizza l’abisso: lettura psicotraumatologica del caso di Torino alla luce della scala F.V.R.T. PrologoLa presente analisi clini

Quando la ferita riattualizza l’abisso: lettura psicotraumatologica del caso di Torino alla luce della scala F.V.R.T.

 

Prologo

La presente analisi clinico-criminologica non intende in alcun modo giustificare, sminuire o mitigare la gravità dell'eventuale agito lesivo. L'obiettivo primario è fornire una rigorosa decodifica scientifica fondata su un'esperienza ultraventennale sul campo e su evidenze empiriche consolidate, strumenti che vengono sistematicamente ignorati o messi in secondo piano a favore di letture culturali, morali o meramente descrittive del fenomeno.

 

A cura dell’équipe scientifica del Centro Italiano di Psicotraumatologia Relazionale (CIPR) e dell’Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia (AIPC ETS)

Direzione Scientifica: Dott. Massimo Lattanzi, Dott.ssa Tiziana Calzone

 

1. Inquadramento dell’evento e fallacia delle letture convenzionali

Il grave episodio di cronaca registrato a Torino — in cui una giovane donna di 24 anni, già vittima in adolescenza e gioventù di reiterati atti di stalking e maltrattamenti relazionali giudizialmente accertati, è stata tratta in arresto con l’accusa di tentato omicidio per il presunto investimento con la propria autovettura del figlio di cinque anni dell’ex compagno al termine di un confronto in strada — imporrebbe una decodifica capace di andare oltre il mero resoconto giudiziario. Di fronte a un simile passaggio all’atto, la lettura convenzionale tenderebbe a oscillare tra la stigmatizzazione morale e la sbrigativa etichetta del "raptus".

Al contrario, i modelli teorici e clinici sviluppati da AIPC, CIPR e ONOF evidenziano come simili eventi sentinella potrebbero rappresentare il drammatico punto di rottura di una traiettoria eziologica radicata nel Trauma Relazionale Complesso (C-PTSD) e nella compromissione dei meccanismi di regolazione neurofisiologica dello stress.

 

2. Matrice neurobiologica: disregolazione emotiva e finestra di tolleranza

Nelle persone portatrici di C-PTSD secondario a prolungate condotte persecutorie o abusi di prossimità, la finestra di tolleranza emotiva subisce un drastico restringimento strutturale. Con riferimento alle dinamiche eziologiche del caso in esame:

  • Perdita del controllo inibitorio top-down: In presenza di trigger ambientali o di un confronto de visu non protetto con la figura di attaccamento/conflitto, il sistema nervoso autonomo della donna avrebbe potuto subire un improvviso sequestro sottocorticale.
  • Uscita dalla finestra di tolleranza: L’iper-arousal simpatico e la mancata modulazione vagale avrebbero favorito la brusca rottura dell'equilibrio omeostatico, trasformando la reazione di freezing in una scarica motoria disorganizzata.
  • Il passaggio all’atto come acting out: L’utilizzo dell'autovettura e il successivo allontanamento non scaturirebbero necessariamente da una pianificazione strategico-deliberata, bensì potrebbero essere derivati da un repentino collasso del controllo degli impulsi dovuto a una grave disregolazione e a uno stato di profonda dissociazione peritraumatica.

 

3. Analisi del caso secondo le direttrici della Scala F.V.R.T.

La scala di valutazione della Finestra di Vulnerabilità da Riattivazione Traumatica (F.V.R.T.), integrata con l'impiego del biofeedback e di una batteria psicodiagnostica specifica, consentirebbe di mappare la criminodinamica dell'evento attraverso tre aree cardine:

  • Sottoscala A (Vulnerabilità pregressa ed esposizione a rischio): Il quadro persecutorio e i maltrattamenti subiti in età evolutiva avrebbero costituito una profonda lesione primaria dei confini psicofisici individuali. L’esposizione informale e decontestualizzata in strada con l'ex compagno avrebbe agito da detonatore relazionale primario, abbattendo istantaneamente le residue difese di autotutela della giovane.
  • Sottoscala B (Reattività psicofisiologica e regressione somatica): L’alterco relazionale avrebbe verosimilmente innescato flashback somato-viscerali impliciti di minaccia, terrore e sopraffazione. Il fallimento dei meccanismi neurovegetativi nel ripristinare l'omeostasi basale avrebbe temporaneamente abolito le funzioni cognitive superiori di mentalizzazione e discriminazione del contesto circostante, precipitandola in una regressione acuta.
  • Sottoscala C (Esposizione relazionale, durata F.V.R.T. e acting out): L’apertura critica della finestra di vulnerabilità, di fronte all'incapacità di modulare l'angoscia di annientamento, avrebbe condotto alla paralisi del freno inibitorio. La condotta di guida e la fuga successiva si configurerebbero come una tipica reazione peritraumatica, in cui la donna avrebbe agito in uno stato di offuscamento, derealizzazione e depersonalizzazione, priva di accesso ai processi riflessivi superiori.

 

4. Conclusioni e implicazioni clinico-forensi

La vicenda dimostrerebbe come la mancata elaborazione integrata dei traumi complessi da stalking rischierebbe di esporre sia la vittima pregressa sia il suo ecosistema relazionale a un elevato pericolo di revittimizzazione o di etero-aggressività reattiva.

Nella prospettiva clinico-forense dell'AIPC, appare auspicabile integrare l’accertamento peritale (ex art. 203 c.p.) con protocolli mirati di valutazione clinica e psicofisiologica — tra cui l'ASVS, il VERA e la scala FVRT. Questi protocolli possono infatti supportare una stima più puntuale della finestra di tolleranza e della regolazione degli impulsi, consentendo di andare oltre chiavi di lettura unicamente culturali o impressionistiche.

 

Riferimenti istituzionali e contatti scientifici:

  • Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia (AIPC ETS) – C.F. 97238660589
  • Centro Italiano di Psicotraumatologia Relazionale (CIPR) – Sedi operative: Roma e Pescara
  • E-mail: aipcitalia@gmail.com
  • Sito web: www.associazioneitalianadipsicologiaecriminologia.it
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