Oltre il risultato: il trauma della sconfitta e la finestra di tolleranza
Dott. Massimo Lattanzi – Psicologo, Psicoterapeuta, Dottore di Ricerca in Scienze Forensi
Dott.ssa Tiziana Calzone – Psicologa, Psicoterapeuta
AIPC | CIPR | ONOF
«Nelle difficoltà il giocatore cosa fa? Diventa una spinta e giochi meglio di prima, o ti fermi e commetti più errori?»
Questa dinamica, tipica dello sport di vertice, riflette fedelmente il funzionamento del sistema nervoso umano di fronte a qualsiasi fallimento acuto. Perdere rovinosamente una gara, subire un rifiuto, fallire a scuola o sul lavoro attiva una vera e propria risposta traumatica. A fare la differenza non è la “forza di volontà”, ma lo stato della propria finestra di tolleranza emotiva.
I tre snodi clinici fondamentali
La finestra di tolleranza: È la fascia neurovegetativa entro cui l’individuo elabora lo stress rimanendo lucido. Chi ha una finestra elastica trasforma la frustrazione in spinta esecutiva (risposta regolata). Se il carico supera la soglia, si esce dalla finestra cadendo nell’ansia disorganizzante o nel blocco totale (freeze).
Il peso del trauma pregresso (C-PTSD): Come documentano le ricerche di CIPR, ONOF e AIPC, chi presenta storie di traumi relazionali complessi ha una finestra di tolleranza strutturalmente molto stretta. Un errore contingente viene percepito dal cervello come una catastrofe identitaria.
Disregolazione emotiva e perdita del controllo: Quando la soglia critica crolla, subentrano la perdita del controllo degli impulsi e il rischio di passaggi all’atto distruttivi: in campo si manifestano con il fallo di frustrazione o l’errore seriale; nella vita relazionale, con esplosioni di rabbia reattiva o improvviso ritiro affettivo.
Il confronto: funzionamento regolato vs collasso disregolato
La divergenza tra questi due stati psicofisiologici si traduce in manifestazioni comportamentali e cliniche diametralmente opposte:
Sul piano sportivo: Entro la finestra di tolleranza, l’atleta mantiene un agonismo lucido e attiva un’immediata riorganizzazione tattica; al contrario, quando sopraggiunge l’uscita dalla finestra, compaiono la serie a catena di errori, il blocco motorio e l’impulsività disfunzionale con falli di reazione.
Nel contesto di vita quotidiana: La risposta regolata si traduce in resilienza, strategie di problem-solving e tolleranza della frustrazione. Chi sperimenta il collasso disregolato scivola invece in vissuti di sopraffazione, panico, improvvisi passaggi all’atto o una paralisi emotiva invalidante.
A livello neuropsicologico: Da un lato opera un’efficace autoregolazione emotiva con una piena tenuta dell’identità; dall’altro si evidenzia una severa disregolazione somatopsichica, alimentata da una finestra ristretta e dalla riattivazione immediata di schemi traumatici relazionali.
Sei un giocatore professionista o amatoriale? Oppure, anche se non sei un atleta, ti senti costantemente sotto pressione per le aspettative di prestazione e rendimento in famiglia, a scuola o sul lavoro?
Quando il carico supera la tua soglia e la pressione si trasforma in blocco o ansia, è possibile intervenire per ripristinare l’equilibrio neurovegetativo ed espandere la finestra di tolleranza. Contatta i centri AIPC e CIPR di Roma e Pescara:
Email: aipcitalia@gmail.com
WhatsApp: 392 4401930 (attivo tutti i giorni, ore 11:00 – 16:00)
Sito web: www.associazioneitalianadipsicologiaecriminologia.it
