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Geografie della violenza e legami di sangue: l’analisi del report ONOF degli omicidi familiari (Settimana 9

20/07/2026 07:37

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Geografie della violenza e legami di sangue: l’analisi del report ONOF degli omicidi familiari (Settimana 9 - 15 luglio 2026)

Geografie della violenza e legami di sangue: l’analisi del report ONOF degli omicidi familiari (Settimana 9 - 15 luglio 2026)Responsabili del monitora

Geografie della violenza e legami di sangue: l’analisi del report ONOF degli omicidi familiari (Settimana 9 - 15 luglio 2026)

Responsabili del monitoraggio: Dott. Massimo Lattanzi e Dott.ssa Tiziana Calzone

Elaborazione statistica: Dott.ssa Giulia Trovato.

 

1. Presupposti teorici ed enti di ricerca

La comprensione scientifica delle condotte lesive agite all'interno dei legami di prossimità non può limitarsi al mero accertamento giuridico-penale. Risulta indispensabile decodificare i processi neurofisiologici e i fattori scatenanti che determinano il passaggio all'atto violento. Per tale ragione, il monitoraggio viene curato da un'équipe multidisciplinare specializzata nell'analisi circolare del trauma:

  • AIPC (Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia): Ente del Terzo Settore (ETS) fondato a Roma nel 2001 (CF: 97238660589). Promuove un modello di intervento clinico integrato che si rivolge parallelamente alla tutela delle vittime e al recupero dei presunti autori di violenza. L'ente ha sviluppato il protocollo scientifico A.I.P.C. Scientific Violence Screening (ASVS), specifico per la valutazione del rischio in chiave prettamente clinica e non sociale. Nell'ambito di questa cornice trova applicazione il protocollo V.E.R.A. (Violence Emotional Risk Assessment), volto a standardizzare l'assessment mediante l'integrazione di colloqui clinici, test psicodiagnostici e monitoraggi psicofisiologici tramite biofeedback, all'interno di percorsi basati su psicotraumatologia relazionale, psicoterapia sensomotoria e mindfulness.
  • CIPR (Centro Italiano di Psicotraumatologia Relazionale): Centro clinico d'eccellenza focalizzato sul trattamento del Disturbo da Stress Post-Traumatico Complesso (C-PTSD) e sui quadri di disregolazione emotiva, attivo con le sue sedi a Roma e Pescara. L'iter terapeutico combina il supporto clinico alla rilevazione oggettiva di parametri psicofisiologici (quali la variabilità della frequenza cardiaca - HRV e la conduttanza cutanea), con l'obiettivo di favorire il riequilibrio del sistema nervoso autonomo e l'ampliamento della finestra di tolleranza del paziente.
  • ONOF (Osservatorio Nazionale Omicidi Familiari): Organismo scientifico permanente istituito nel 2013, deputato alla raccolta epidemiologica e alla mappatura dei delitti consumati nelle reti di prossimità relazionale. L'osservatorio analizza i profili criminologici ricorrenti, isolando la variabile del grado di familiarità per ottimizzare i modelli di prevenzione precoce e la valutazione della letalità.

 

2. Metodologia di rilevazione OSINT e limiti informativi

Le evidenze epidemiologiche presentate in questo report settimanale non traggono origine dai dati consolidati delle forze dell'ordine o degli organi giudiziari istituzionali, condizionati da tempi di elaborazione più lunghi. I dati derivano dall'applicazione della metodologia OSINT (Open Source Intelligence), basata sul monitoraggio costante, l'estrazione e la successiva validazione incrociata delle notizie di cronaca diffuse dai media e dalle agenzie di stampa nazionali.

Questa modalità di raccolta permette di fotografare l'emergere del fenomeno criminoso in tempo reale, ma comporta intrinseci fattori di condizionamento. Va considerato un fisiologico margine di errore legato alla parzialità e alla continua evoluzione delle informazioni giornalistiche nelle ore immediatamente successive all'evento.

 

3. Glossario dei parametri scientifici e criminologici

  • Campione Complessivo (N): L'insieme di tutti gli episodi delittuosi (siano essi reati consumati o tentati, comprensivi di condotte autolesive associate) individuati e catalogati nella settimana di riferimento entro contesti relazionali o di vicinanza interpersonale.
  • Delitto Familiare: Nella tassonomia clinica dell'AIPC, definisce l'insieme delle condotte distruttive (omicidi, tentati omicidi, suicidi e tentati suicidi correlati) che si verificano all'interno di una rete relazionale significativa, determinata da legami di sangue, affettivi, sentimentali, di coabitazione, di colleganza, di amicizia o di vicinato.
  • Grado di Familiarità: Indicatore qualitativo mutuato dalla psicotraumatologia relazionale, fondamentale per decodificare il tipo di legame esistente tra la vittima e il presunto autore. Si suddivide nelle categorie: Partner, ex-partner, parenti, amici, conoscenti (inclusi vicini di casa, coinquilini e relazioni di prossimità allargata) e sé stesso/a (in riferimento alle condotte autolesive connesse all'evento).

 

Ascolta il podcast sul canale AIPC Editore su Spotify, MENTE|CRIMINE|TRAUMA: “Geografie della violenza e legami di sangue: l’analisi del report ONOF degli omicidi familiari (Settimana 9 - 15 luglio 2026)".  Clicca sul link:

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4. Analisi epidemiologica settimanale e dinamiche di genere

Nel periodo compreso tra il 9 e il 15 Luglio 2026, l'attività di intelligence OSINT ha intercettato un campione complessivo di eventi che ha coinvolto un totale di 12 vittime e 17 presunti autori o rei confessi.

4.1 Identità di genere dei soggetti coinvolti

·       Genere delle vittime: Il 75% del campione (pari a 9 soggetti) è riconducibile al genere maschile, mentre il restante 25% (pari a 3 soggetti) appartiene al genere femminile.

·       Genere dei presunti autori: Il 100% dei presunti responsabili (pari a 17 soggetti) appartiene al genere maschile, a fronte dello 0% di genere femminile.

4.2 Analisi degli omicidi consumati: focus sulla qualificazione e sul numero dei femminicidi

Nel corso della settimana sono stati registrati in totale 7 omicidi consumati. All'interno di questo sotto-campione, si rileva una prevalenza di vittime di genere maschile, che rappresentano il 57% dei casi (4 casi), rispetto alle vittime di genere femminile, che si attestano al 43% (3 casi).

L'applicazione rigorosa dei criteri scientifici ONOF richiede una disamina della natura del legame relazionale per stabilire l'effettiva ricorrenza clinica della categoria di femminicidio sulle 3 vittime di genere femminile censite:

  • Femminicidio consumato (100% delle vittime femminili di omicidio – 3 casi specifici): Il monitoraggio OSINT ha individuato 3 casi totali di vittime femminili, tutte uccise da partner o ex-partner (1 da partner, 2 da ex-partner), configurando pienamente la tipica dinamica di genere legata ai legami affettivi interrotti o disfunzionali. Nello specifico, si tratta dei casi di Loreto (uccisa dall'ex partner), Bologna (anziana moglie malata uccisa dal partner) e del Riminese (uccisa a martellate dall'ex partner da cui era separata da tre anni).
  • Omicidi familiari non classificabili come femminicidio (0% delle vittime femminili di omicidio – 0 casi): In questa settimana non si registrano casi di omicidio di donne al di fuori della categoria di partner o ex-partner.

Per completezza del campione letale, si specifica che i restanti 4 casi di omicidio consumato hanno visto come vittime uomini: nello specifico, 2 uomini ucciso da soggetti appartenenti alla rete dei parenti e 2 uomini uccisi da conoscenti.

4.3 Analisi dei tentati omicidi: incidenza e numero dei tentati femminicidi

I delitti che sono rimasti allo stadio di tentativo hanno coinvolto in totale 5 vittime, evidenziando in questo arco temporale una polarizzazione invertita rispetto al report precedente, focalizzandosi interamente su soggetti di genere maschile:

  • Tentato Femminicidio (0% del campione dei tentati omicidi – 0 casi specifici): Non si registrano casi di tentato femminicidio nella settimana in esame.
  • Tentati omicidi non classificabili come femminicidio (100% del campione dei tentati omicidi – 5 casi specifici): Si registrano 5 casi rimasti allo stadio di tentativo che hanno visto esclusivamente vittime di genere maschile (100%), aggrediti e lesi da individui appartenenti alle categorie relazionali dei parenti (2 casi) e dei conoscenti (3 casi).

4.4 Fenomeni autolesivi correlati (Suicidi e Tentati Suicidi)

Il quadro clinico settimanale mostra l'insorgenza di risposte autolesive contestuali all'agito principale, riscontrate esclusivamente tra i presunti autori di sesso maschile (100%):

  • Suicidi consumati: Si registra 1 episodio (100% uomini) in cui l'offender si è tolto la vita (sparandosi in casa a Bologna subito dopo l'atto omicidiario contro la moglie).
  • Tentati suicidi: Non si registrano episodi di tentato suicidio nel corso della settimana in esame (0%).

 

5. Analisi disarticolata delle variabili target

A. Variabile anagrafica: Fasce d'età

  • Età delle Vittime (N = 12): La classe d'età dei giovani adulti (18-35 anni) esprime la quota di vulnerabilità più elevata del periodo con il 50% del campione totale (6 vittime). Segue la fascia dei 54-71 anni con il 25% (3 vittime) e la fascia intermedia tra i 36 e i 53 anni con il 17% (2 vittime). Gli anziani oltre i 72 anni si attestano all'8% del campione (1 vittima). Non si registrano minori nella fascia 0-17 anni (0%).
  • Età dei Presunti Autori (N = 15): La fascia tra i 36 e i 53 anni registra il valore relativo più alto con il 39% (6 autori). Seguono appaiate la classe dei giovani adulti (18-35 anni) e quella dai 54 ai 71 anni, ciascuna con un'incidenza del 27% (4 autori per fascia). La fascia degli ultrasessantenni/anziani (72+) esprime il 7% dei casi (1 autore). Non si riscontrano autori minorenni.

B. Variabile relazionale: Grado di familiarità

I dati clinici della settimana indicano una significativa incidenza dei contesti allargati rispetto alla sfera strettamente nucleare, inserendo la categoria degli amici come parametro di valutazione qualitativa:

  • Conoscenti: Rappresenta lo scenario relazionale prevalente della settimana, coinvolgendo il 42% delle vittime (5 soggetti) e ben il 58% dei presunti autori (10 soggetti, a causa della forte incidenza di delitti con più correi, come nei casi di Crema e del Ticino).
  • Parenti: Si attesta al secondo posto, coprendo il 33% delle vittime (4 soggetti) e il 24% degli autori (4 soggetti), evidenziando gravi esplosioni di violenza tra consanguinei (es. liti tra fratelli o tra padre e figlio).
  • Ex-Partner: Coinvolge il 17% delle vittime (2 soggetti) e il 12% dei presunti autori (2 soggetti), legandosi strettamente alla fenomenologia del femminicidio.
  • Partner: Rappresenta l'8% delle vittime (1 soggetto) e il 6% degli autori (1 autore).
  • Amici e Sé stesso/a: Non registrano incidenza statistica specifica o casi isolati nel corso della settimana giornalistica analizzata (0%).

C. Variabile strumentale e ripartizione geografica

  • Strumenti nei delitti letali (Omicidi): Negli omicidi consumati si rileva una chiara dominanza dell'arma da taglio (43% dei casi totali degli autori), utilizzata nel 50% dei casi contro gli uomini (2 vittime) e nel 34% contro le donne (1 vittima). L'arma da fuoco segue con il 29% complessivo (impiegata nel 25% dei delitti contro uomini e nel 33% contro donne). L'aggressione fisica diretta e l'arma impropria (martello) registrano entrambe il 14% degli agiti letali totali degli autori.
  • Strumenti nei reati tentati (Tentati Omicidi): Nei tentati omicidi emerge l'impiego massiccio di armi da taglio, che saturano il 60% delle lesioni (3 casi, tutti su vittime uomini). L'arma da fuoco registra un'incidenza del 20% (1 caso), così come l'aggressione fisica diretta (20%, 1 caso).
  • Distribuzione Geografica: Sotto il profilo della localizzazione (calcolata per singolo offender), i delitti familiari si sono concentrati principalmente nel Sud e nelle Isole, che raccolgono il 50% dei casi totali (6 eventi). Segue il Nord Italia con il 33% (4 eventi) e il Centro Italia con il 17% (2 eventi).

 

Scarica le slide: “Geografie della violenza e legami di sangue: l’analisi del report ONOF degli omicidi familiari (Settimana 9 - 15 luglio 2026)".  Clicca sul link:  

 

6. Inquadramento psicotraumatologico relazionale del passaggio all'atto

L'interpretazione clinica elaborata dall'ONOF e dal CIPR evidenzia come la gravità degli agiti distruttivi censiti debba essere decodificata tramite i costrutti della psicotraumatologia relazionale, focalizzandosi sul grado di familiarità, sulla disregolazione emotiva e sul superamento della finestra di tolleranza.

La finestra di tolleranza definisce lo spettro di attivazione neurofisiologica ottimale entro cui l'individuo riesce a elaborare stress, conflitti interpersonali e vissuti frustranti senza compromettere l'equilibrio del proprio sistema nervoso autonomo. Nelle persone che presentano quadri traumatici complessi (C-PTSD) o risonanze relazionali non elaborate, questo spazio di autoregolazione risulta drasticamente ristretto. Di fronte a un fattore scatenante acuto — sia esso un dissidio profondo tra parenti, una crisi di coppia con ex-partner o una violenta e subitanea lite per motivi di vicinato o rancori tra conoscenti, amici e contatti di prossimità — il soggetto sperimenta un repentino scompenso, uscendo dalla propria finestra di tolleranza ed entrando in uno stato di iper-attivazione simpatica.

Il passaggio all'atto grave (acting-out) si configura come un'improvvisa perdita del controllo degli impulsi, determinata da un temporaneo blackout delle funzioni regolative della corteccia prefrontale. L'impulso distruttivo si traduce nell'immediata applicazione della forza fisica o nell'uso subitaneo di armi da taglio, armi improprie o da fuoco, confermando come il grado di familiarità e la prossimità dei contesti di vita modulino la risonanza emotiva e l'effettiva letalità del conflitto.

 

7. Presidi di supporto, orientamento clinico e contatti

L'AIPC e il CIPR mantengono attivi servizi specialistici orientati alla stabilizzazione psicofisiologica e all'ampliamento della finestra di tolleranza:

  • Sportello nazionale di ascolto e orientamento sulla violenza: Spazio di accoglienza clinica rivolto a tutti gli individui, senza distinzione di genere o di ruolo (vittime di violenza subita, testimoni di violenza assistita, familiari e autori di agiti maltrattanti o violenti). Su richiesta, viene offerto un inquadramento psicodiagnostico e psicofisiologico supportato da strumentazione biofeedback, oltre a percorsi di training individuali, di coppia, di gruppo o familiari.
  • Formazione e Supervisione Clinica: Per gli operatori che si occupano o intendono occuparsi di violenza con strumenti scientifici, l'AIPC propone percorsi di formazione specialistica e supervisione (individuale e di gruppo), fruibili sia in presenza sia a distanza.

 

Riferimenti e canali diretti:

Telefono / WhatsApp: 3924401930 (Servizio unico attivo tutti i giorni, festivi esclusi, nella fascia oraria dalle ore 11:00 alle ore 16:00).

E-mail istituzionale: aipcitalia@gmail.com

Sito web di riferimento: www.associazioneitalianadipsicologiaecriminologia.it

 

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