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PERCHE’ NON ROMPE LE VETRINE. ROMPE LE PERSONE: la ferita invisibile di chi rischia di spezzarsi

21/10/2026 09:55

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PERCHE’ NON ROMPE LE VETRINE. ROMPE LE PERSONE: la ferita invisibile di chi rischia di spezzarsi

PERCHE’ NON ROMPE LE VETRINE. ROMPE LE PERSONE: la ferita invisibile di chi rischia di spezzarsiA cura di Tiziana Calzone e Massimo LattanziAIPC (Asso

PERCHE’ NON ROMPE LE VETRINE. ROMPE LE PERSONE: la ferita invisibile di chi rischia di spezzarsi

A cura di Tiziana Calzone e Massimo Lattanzi

AIPC (Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia) | CIPR (Centro Italiano di Psicotraumatologia Relazionale)

 

Di fronte a tensioni, scontri di piazza o allarmi sociali, l’attenzione collettiva tenderebbe a concentrarsi sulle vetrine distrutte e sui danni visibili. Per il vissuto degli adolescenti, tuttavia, la vera posta in gioco non riguarderebbe gli oggetti materiali, bensì la salvaguardia delle persone e l'integrità dei legami.

 

Nel percorso di crescita, il dilemma emotivo più logorante si giocherebbe spesso su un equilibrio fragile:

Il timore di spezzare l'altro: Evitare la rottura del coetaneo o del partner significherebbe proteggere il legame d'attaccamento, ma trattenere una rabbia o un dolore non elaborati porterebbe spesso l'adolescente a "rompersi dentro", sfociando in ansia, somatizzazioni acute o vissuti depressivi.

La traccia indelebile del trauma: Le ferite psicologiche ed emotive non si cancellerebbero facilmente come una superficie di vetro; esse si imprimerebbero nella memoria corporea e neurovegetativa, restringendo la finestra di tolleranza allo stress e alimentando una costante ipervigilanza relazionale.

L’invalidazione del dolore: Focalizzarsi unicamente sulle cose materiali verrebbe percepito dai giovani come una mancata comprensione della propria sofferenza, trasformando il disconoscimento del disagio in un ulteriore fattore di traumatizzazione. Riconoscere questa dinamica permetterebbe di comprendere come la vera emergenza risiederebbe nella cura delle relazioni e nella regolazione emotiva, per evitare tanto l'esplosione violenta verso l'esterno quanto l'implosione silenziosa del Sé.

 

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