Il Crepuscolo della tolleranza: analisi integrata del caso V. D. a Bergamo. Traumi relazionali, disregolazione emotiva e il fallimento dei sistemi di supporto
Curatori: Massimo Lattanzi, Tiziana Calzone
Enti di riferimento: AIPC (Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia), CIPR (Centro Italiano di Psicotraumatologia Relazionale), ONOF (Osservatorio Nazionale Omicidi Familiari).
Il tragico evento occorso a Bergamo in via Pescaria non può essere derubricato a un mero episodio di cronaca nera, né limitato alla semplicistica etichetta di "delitto passionale". Esso rappresenta l'esito catastrofico di una disregolazione emotiva profonda, maturata in un terreno di traumi relazionali cronici e fragilità sistemiche. Attraverso la lente della psicotraumatologia relazionale, decodifichiamo il "passaggio all'atto" di V. D. come il collasso finale di una mente intrappolata in una finestra di tolleranza ormai inesistente.
1. Il paesaggio interiore: la depressione come "guscio fragile"
La diagnosi di depressione severa, per la quale V. D. era in cura psichiatrica attiva, costituisce il fulcro del collasso del suo sistema di regolazione. In questa cornice, la depressione non è solo un abbassamento del tono dell'umore, ma una forma di congelamento emotivo (shutdown) che ha agito come un meccanismo di difesa estremo. In termini psicofisiologici, V. D. versava in uno stato di ipo-arousal cronico: un'apatia e un isolamento sociale che riducevano drasticamente lo spazio psichico necessario per gestire le frustrazioni. In un soggetto con possibile profilo C-PTSD (Disturbo da Stress Post-Traumatico Complesso), questa condizione restringe la "finestra di tolleranza" ai minimi termini, rendendo ogni variazione dell'equilibrio relazionale una minaccia esistenziale.
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2. Il trigger ambientale: la sindrome del sussidio scaduto
L’elemento di rottura, cruciale per una valutazione del rischio moderna, è la dimensione del trauma da perdita di ruolo. V. D., 49 anni, viveva da due anni nel limbo della disoccupazione. La notizia della prossima scadenza della NASpI (l'indennità di disoccupazione) ha agito come un potente acceleratore psicopatologico. Nella clinica del trauma, la fine dei sussidi non è solo un dato economico, ma un trigger identitario devastante: è l’ultima spinta verso l’abisso dell'inadeguatezza. Per un uomo che ha perso la propria funzione sociale di "lavoratore", il sussidio rappresentava l'ultimo legame con la realtà produttiva. La sua imminente scomparsa ha generato un'angoscia di annientamento che la sola terapia farmacologica non poteva contenere, trasformando la depressione in una forma di disperazione aggressiva.
3. Oltre la gelosia: la variabile della familiarità
L'analisi dell'AIPC e del CIPR enfatizza la variabile del grado di familiarità. Non siamo di fronte a un impulso estemporaneo, ma a una dinamica di coppia durata undici anni (e culminata nel matrimonio del maggio 2025), dove il legame era diventato l'unico regolatore esterno del Sé. Secondo i lavori di Lattanzi e Calzone, l’omicidio familiare nasce laddove la relazione funge da unico argine contro il vuoto. Quando la vittima, Valentina Sarto, ha manifestato la volontà di separarsi, il sistema di V. D. è passato bruscamente dall'apatia depressiva all'iper-arousal reattivo (rabbia catastrofica). Il numero elevato di fendenti e il successivo tentativo di suicidio con candeggina sono i segni di un corto circuito emotivo: il dolore interno viene proiettato sull'altro per poi tentare di eliminare la fonte stessa del dolore tramite l'autolesionismo.
4. Il Protocollo V.E.R.A.: La prevenzione clinica mancata
L'applicazione del protocollo V.E.R.A. (Violence Emotional Risk Assessment) avrebbe evidenziato un punteggio di rischio esplosivo. Il profilo di V. D. presentava indicatori critici che avrebbero dovuto allertare il sistema di cura:
Stressor situazionali: Fine imminente del sussidio economico e instabilità abitativa.
Stato mentale: Depressione clinica certificata e isolamento sociale (ritiro).
Dinamica di controllo: La gelosia ossessiva come disperato meccanismo di difesa dall'abbandono.
Disregolazione emotiva: Incapacità di gestire le transizioni vitali senza ricorrere al "passaggio all'atto grave" dovuto all'uscita dalla finestra di tolleranza.
Conclusioni: l'analisi del rischio come spartiacque
Come documentato dalla ricerca dell’ONOF, l’analisi degli omicidi familiari deve integrare la valutazione del rischio in chiave clinica, non solo sociale o penale. Il caso di V. D. dimostra come la sofferenza psichica, se non intercettata da strumenti specifici come la scala SVITR, possa sfociare in un femminicidio distruttivo. Il passaggio all'atto è il segnale di una perdita totale del controllo degli impulsi, dove la guarigione è stata sostituita dalla ripetizione tragica del trauma. Questo studio di caso sottolinea l'urgenza di un approccio che combini la profilazione criminologica con la psicotraumatologia relazionale, affinché la "finestra di tolleranza" non diventi una prigione senza via d'uscita.
Supporto specialistico e formazione:
Il Centro Italiano di Psicotraumatologia Relazionale (CIPR) e l'AIPC offrono supporto per affrontare traumi relazionali e dinamiche di disregolazione emotiva, integrando metodologie avanzate come il biofeedback.
E- mail: aipcitalia@gmail.com
Sito di riferimento: www.associazioneitalianadipsicologiaecriminologia.it
WhatsApp: 3924401930 (attivo tutti i giorni, ore 11:00 - 16:00)
Sedi: Roma e Pescara.
Supporto specialistico e formazione: evoluzione clinica e valutazione del rischio
Il Centro Italiano di Psicotraumatologia Relazionale (CIPR) e l'AIPC offrono un approccio integrato per il trattamento dei traumi relazionali e della disregolazione emotiva. La nostra attività si concentra sulla guarigione profonda, superando la "condanna alla ripetizione" attraverso percorsi che spaziano dalla clinica alla valutazione del rischio.
Formazione e Valutazione a Distanza
Per garantire la massima accessibilità, abbiamo potenziato i nostri servizi di training e valutazione anche a distanza. Attraverso piattaforme digitali sicure, è possibile accedere a:
Valutazione clinica del rischio: Utilizzo di protocolli avanzati come l'ASVS (dedicato alla valutazione del rischio in chiave clinica e non sociale) e il VERA (Violence Emotional Risk Assessment).
Screening del trauma: Somministrazione e analisi della scala SVITR (Valutazione dell'Impatto Traumatico Relazionale) per mappare il grado di disregolazione.
Percorsi formativi: Training specifici sulla psicotraumatologia relazionale, con focus sulla profilazione della variabile "grado di familiarità" negli omicidi familiari e sul fenomeno del femminicidio.
Analisi della finestra di tolleranza: Formazione su come il C-PTSD (Disturbo da Stress Post-Traumatico Complesso) restringa la capacità di controllo degli impulsi, portando al passaggio all'atto grave.
Nota: Mentre i training e le valutazioni cliniche sono fruibili online, il biofeedback rimane una metodologia avanzata eseguibile esclusivamente in presenza presso le nostre sedi.
Contributo e Sostegno
È previsto un contributo per l'accesso ai servizi, finalizzato a sostenere la ricerca e l'erogazione dei percorsi personalizzati e multidisciplinari.
Contatti e Sedi
Se senti che dinamiche familiari complesse hanno influenzato la tua regolazione emotiva, i nostri professionisti sono pronti ad accoglierti.
Sedi fisiche: Roma e Pescara.
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