Oltre l'illusione del calo: la frattura tra criminalità statistica e violenza di prossimità somatopsichica
Sintesi e analisi dei dati ufficiali: il quadro de Il Sole 24 Ore (Viminale)
Nell'edizione de Il Sole 24 Ore del 12 Ottobre 2026 (Anno 162, N. 280, pp. 1-5), l'anticipazione dell'Indice della criminalità 2026 — elaborata sui dati consolidati della banca dati interforze del Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell'Interno per il 2025 e sulle proiezioni provvisorie del primo semestre 2026 — fotografa un andamento nazionale caratterizzato da una generale contrazione:
· Volume complessivo dei delitti: nel 2025 i reati denunciati scendono a 2.357.105, registrando un calo del -1,8% rispetto al 2024 (la prima flessione dopo quattro anni di risalita post-pandemica), pur attestandosi ancora al +2,4% rispetto al 2019. Il primo semestre 2026 consolida provvisoriamente questa discesa con un ulteriore -9,9%.
· Reati predatori vs nuove minacce: i furti scendono sotto il milione a 992.660 (-5,9%) e le rapine calano a 27.684 (-3,6%). In netto contrasto, continuano a crescere le truffe e frodi informatiche (298.651 denunce, +4,4% sul 2024 e +40,8% sul 2019) e i danneggiamenti (288.938, +3,9%).
· Aggressioni fisiche e violenza di strada: le percosse toccano il picco degli ultimi otto anni con 18.695 denunce (+3,4%). Le denunce per violenze sessuali mostrano invece una stabilizzazione (6.643 casi, -2,8%).
· Concentrazione metropolitana e allarme generazionale: il 47,4% di tutti i reati si addensa nelle 14 città metropolitane (Milano al 1° posto con oltre 7.000 denunce ogni 100 mila residenti, seguita da Firenze, Roma, Bologna e Torino). Parallelamente, le segnalazioni relative a minori di 18 anni toccano il record storico di 39.600 soggetti (+3,5% in un anno, +34% rispetto al 2019), concentrandosi in particolare nei reati predatori di strada come le rapine (25,8% dei denunciati).
· Omicidi e tentati omicidi: a livello macro-giudiziario, gli omicidi volontari consumati calano dell'11,3% attestandosi a 289 episodi nel 2025 (minimo storico dal 1950, escluso il 2020), con un'ulteriore flessione del -15,3% nel primo semestre 2026 (138 casi). I tentati omicidi scendono parimenti da 1.143 a 993 casi (-13,1%).
La lettura psicocriminologica: la complessità dei delitti familiari (AIPC – CIPR – ONOF)
La lettura convenzionale proposta dai parametri di pubblica sicurezza celebra la discesa degli omicidi come un indice lineare di generale pacificazione. Dal vertice di osservazione della psicotraumatologia relazionale e dai dati epidemiologici dell'Osservatorio Nazionale Omicidi Familiari (ONOF) in seno all'AIPC e al Centro Italiano di Psicotraumatologia Relazionale (CIPR), emergono tuttavia specificità che richiedono un'analisi qualitativa più approfondita:
· L'invisibilità del grado di familiarità: le statistiche giudiziarie interforze aggregano i reati sotto categorie penali neutre ("omicidi volontari consumati", "tentati omicidi"). L'indagine ONOF evidenzia invece che, a fronte del crollo degli omicidi di matrice predatoria o criminale organizzata, la percentuale preponderante dei delitti di sangue continua a radicarsi all'interno della rete di prossimità relazionale (partner, ex partner, familiari e conoscenti).
· Andamento dei femminicidi e dei tentati femminicidi: in linea con la generale contrazione dei delitti letali, anche l'ambito dei femminicidi e dei tentati femminicidi registra segnali di decremento quantitativo; tuttavia, la specificità relazionale permane come dato strutturale: mentre l'uomo è in percentuale vittima prevalente di parenti o conoscenti, la donna rimane prevalentemente vittima di una persona con cui ha o ha avuto un legame affettivo-sentimentale.
· Il continuum percosse – tentati omicidi: il picco e delle percosse (18.695 denunce) documenta una persistente conflittualità sommersa. In ottica clinica, le percosse e le lesioni intrafamiliari non costituiscono semplici reati minori contro la persona, ma manifestazioni di un'escalation di tensione che può precedere passaggi all'atto più gravi.
· La rimozione dei suicidi e tentati suicidi familiari: nei registri di pubblica sicurezza il suicidio non compare (non costituendo reato). L'ONOF documenta invece come un numero rilevante di eventi letali nell'ambito domestico si chiuda con il suicidio o tentato suicidio dell'autore (omicidio-suicidio), una dinamica di fragilità e collasso relazionale del tutto oscurata dai report classici di criminalità.
Correlazione clinica: C-PTSD, finestra di tolleranza e passaggio all'atto
La comprensione di queste dinamiche trova fondamento nei meccanismi neuro-funzionali indagati dal CIPR e dall'AIPC:
· Restringimento della finestra di tolleranza nel trauma complesso (C-PTSD): i soggetti coinvolti in delitti familiari presentano frequentemente storie di traumatizzazione relazionale precoce e costrizione del legame. Nelle persone con C-PTSD la finestra di tolleranza emotiva è marcatamente ristretta. Quando l'attrito relazionale o la separazione supera la soglia neurovegetativa sostenibile, il sistema entra in saturazione.
· Disregolazione emotiva e acting out: il delitto familiare non è quasi mai un atto delinquenziale finalizzato al profitto materiale (come nelle rapine, in calo del 3,6%), ma un passaggio all'atto grave dovuto alla perdita del controllo degli impulsi per uscita dalla finestra di tolleranza. Tale collasso disattiva i circuiti inibitori prefrontali, trasformando la mancata regolazione emotiva in agito violento o autodistruttivo.
· Necessità dello screening clinico: l'analisi statistica basata sul solo presidio di polizia o sui modelli socioculturali convenzionali non basta a cogliere la reale traiettoria del rischio. La prevenzione primaria richiede protocolli clinici e psicofisiologici oggettivi, capaci di monitorare la regolazione somatopsichica e la resipiscenza prima che si verifichi la rottura.
Invito alla giornata formativa gratuita del 7 novembre
Per approfondire sul piano clinico, metodologico ed esperienziale i costrutti del trauma complesso, della regolazione neurovegetativa e della valutazione del rischio, AIPC e CIPR promuovono la giornata formativa specialistica del 7 novembre: un evento aperto e gratuito articolato tra sessione plenaria online e laboratori applicativi dedicati a biofeedback, protocollo N.E.S.T. e tecniche di rielaborazione neuro-emotiva.
- Sessione mattutina | Plenaria teorico-clinica (Online su GoTo, 10:00 – 12:00): fino a 100 partecipanti aperto a tutti, sarà rilasciato l’attestato di partecipazione.
- Sessione pomeridiana | Laboratorio esperienziale (In presenza a Roma, 15:00 – 18:00): fino a 10 partecipanti in presenza riservato a psicologi, psicoterapeuti e psichiatri abilitati o in formazione (riservato a chi ha in corso una terapia personale continuativa da almeno 12 mesi, max 10 posti complessivi).
Cliccando sul seguente link:
Sarà possibile consultare il programma dettagliato, tutte le informazioni per frequentare la giornata del 7 novembre e scaricare la scheda di iscrizione, che andrà debitamente compilata e rispedita via e-mail all'indirizzo aipcitalia@gmail.com. 4 novembre (termine ultimo per l'invio delle iscrizioni).
Per qualsiasi informazione, confronto o chiarimento, siamo a tua completa disposizione: scrivici a aipcitalia@gmail.com oppure inviaci un messaggio WhatsApp al 3924401930 (attivo tutti i giorni dalle 11:00 alle 16:00).
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