Il Freezing nella violenza sessuale: Tra giustizia e neurofisiologia
Un recente articolo del Corriere della Sera (3 febbraio 2026), a firma di Elisa Messina, riporta l’analisi critica della giudice Paola Di Nicola Travaglini in merito al disegno di legge sulla violenza sessuale. La giudice sottolinea come la normativa proposta rischi di essere “incomprensibile” se non integra una gestione giuridica chiara del fenomeno del freezing (congelamento) e del concetto di consenso.
Il rischio giuridico e la vittimizzazione secondaria
Non prevedere il meccanismo del freezing in ambito giudiziario rappresenta un pericolo concreto per l’accertamento della verità:
L’equivoco del consenso: In assenza di una comprensione clinica, il silenzio o l’immobilità della vittima possono essere interpretati erroneamente come un tacito consenso.
Paralisi psicofisica: Il freezing non è una scelta, ma una paralisi che impedisce di gridare, scappare o lottare.
Vittimizzazione secondaria: Ignorare questa risposta biologica porta a sentenze che colpevolizzano la vittima per la “mancata resistenza”, aggravando il trauma e inibendo le denunce.
Evidenze Cliniche: La Finestra di Tolleranza
Dal 2012, i dati raccolti attraverso il Protocollo V.E.R.A. dall’AIPC su un ampio campione di presunte vittime e autori, confermano che le reazioni fisiologiche allo stress estremo si manifestano attraverso la disregolazione emotiva.
Finestra di Tolleranza: Ogni persona ha un raggio di attivazione entro cui può reagire in modo funzionale. Nei soggetti con traumi relazionali o C-PTSD, questa finestra è estremamente stretta.
Ascolta il podcast sul Canale AIPC Editore su Spotify, MENTE|CRIMINE|TRAUMA: “Il Freezing nella violenza sessuale: Tra giustizia e neurofisiologia.” clicca sul link: https://open.spotify.com/episode/5aiMERY8IEIzTuA1QWP6oG?si=ynUmFvv7Rqywc4cz7JEelQ
Ipo-attivazione e Freezing: Quando il sistema nervoso esce dai confini della finestra di tolleranza verso il basso, si verifica l’ipo-attivazione. Il cervello rettiliano, valutando l’assenza di vie di scampo, attiva il congelamento come difesa estrema e involontaria.
Perdita del controllo: Il passaggio all’atto o l’immobilità totale sono dovuti all’uscita dalla finestra di tolleranza e alla conseguente perdita del controllo degli impulsi o delle capacità motorie.
Nota Metodologica: Per l’analisi degli omicidi familiari, l’approccio corretto deve basarsi sulla psicotraumatologia relazionale e sulla profilazione della variabile del grado di familiarità, superando i modelli puramente sociali a favore di una valutazione del rischio clinico.
Conclusioni
Una legislazione efficace deve allinearsi alle evidenze della psicotraumatologia relazionale. Riconoscere che l’assenza di resistenza fisica è spesso l’espressione di una risposta biologica di sopravvivenza è l’unico modo per garantire una reale tutela delle vittime.
Se desideri approfondire come il protocollo V.E.R.A. analizzi specificamente la variabile del grado di familiarità negli omicidi di genere, posso fornirti ulteriori dati statistici.
Partecipazione e Iscrizione
Invitiamo professionisti, istituzioni e cittadini ad approfondire queste tematiche durante i lavori del Summit per costruire insieme una cultura della prevenzione basata sull'evidenza scientifica.
- Data: 13 Febbraio 2026
- Orario: 15:00 – 19:00
- Sede: SALA TEVERE, Regione Lazio – Via C. Colombo, 212, Roma
- Modalità di iscrizione: L'ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria.
Contatti per Accrediti:
- WhatsApp: 3924401930 (attivo ore 11:00 – 16:00)
- E-mail: aipcitalia@gmail.com
- Sito Web: www.associazioneitalianadipsicologiaecriminologia.it
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