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C-PTSD e perdita del controllo degli impulsi: Report ONOF degli omicidi familiari settimana 5-11 febbraio

16/02/2026 09:15

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C-PTSD e perdita del controllo degli impulsi: Report ONOF degli omicidi familiari settimana 5-11 febbraio

C-PTSD e perdita del controllo degli impulsi: Report ONOF degli omicidi familiari settimana 5-11 febbraioA cura di: Massimo Lattanzi, Tiziana Calzone

C-PTSD e perdita del controllo degli impulsi: Report ONOF degli omicidi familiari settimana 5-11 febbraio

A cura di: Massimo Lattanzi, Tiziana Calzone ed Elisa Ninivaggi

 

Abstract

Il presente studio analizza le dinamiche degli episodi violenti occorsi nella settimana dal 5 all'11 febbraio 2026, avvalendosi della metodologia OSINT per il monitoraggio e la raccolta dei dati sui casi di omicidio. Attraverso la prospettiva della psicotraumatologia relazionale, l'analisi si focalizza sulla valutazione del rischio tramite il protocollo VERA, integrando la comprensione clinica dei processi di disregolazione emotiva e del trauma. L'obiettivo è esaminare come la restrizione della finestra di tolleranza e l'instabilità del controllo degli impulsi — condizioni documentate dalla ricerca scientifica (CIPR, ONOF, AIPC) come tipiche del C-PTSD — conducano al passaggio all'atto violento letale all'interno dei legami di prossimità, caratterizzati da un elevato grado di familiarità.

 

Introduzione e metodologia OSINT

L’Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia (AIPC), fondata nel 2001, opera attraverso un’équipe multidisciplinare in sinergia con il Centro Italiano di Psicotraumatologia Relazionale (CIPR) e l’Osservatorio Nazionale Omicidi Familiari (ONOF). L’obiettivo è la prevenzione e il contrasto alla violenza attraverso un approccio circolare che include vittime, autori e familiari.

La raccolta dati segue la metodologia OSINT (Open Source Intelligence). I casi classificati come “delitti familiari” sono rilevati attraverso l’analisi di articoli pubblicati su testate giornalistiche, non da fonti istituzionali. Questa modalità permette di monitorare la percezione sociale e la fenomenologia degli eventi (omicidi, suicidi, tentati omicidi) che avvengono all’interno di relazioni significative, estendendo il concetto di “famiglia” a partner, ex partner, parenti e conoscenti.

 

Analisi del caso: Dinamiche relazionali a Roma

Nel contesto urbano di Roma, si è registrato un grave episodio di violenza all'interno di una relazione di convivenza. L'evento ha visto l'autore agire attraverso un'aggressione fisica e l'utilizzo di un'arma da taglio contro la propria compagna.

Commento psicotraumatologico: L'episodio registrato a Roma offre un esempio clinico di come la variabile della familiarità (partner) interagisca con una violenta disregolazione emotiva. In ottica psicotraumatologica relazionale, l'aggressione fisica seguita dall'uso di un'arma da taglio indica un progressivo cedimento dei freni inibitori, dove l'offender esperisce un'uscita dalla finestra di tolleranza. Per individui con storie di trauma relazionale (C-PTSD), la vicinanza affettiva può paradossalmente trasformarsi in un trigger di minaccia; in questo stato di iper-attivazione, il "passaggio all'atto" diventa un tentativo disfunzionale e violento di interrompere un'intollerabile tensione interna. L'uso dell'arma da taglio conferma la natura impulsiva e la ricerca di un contatto fisico distruttivo, tipico di chi ha una capacità di autoregolazione estremamente ridotta.

 

Settimana del Cervello 2026: La mente al centro della prevenzione. Non perdere il webinar gratuito “COMPRENDERE LA MENTE PER PREVENIRE LA VIOLENZA”. Esploreremo insieme gli strumenti clinici per riconoscere e prevenire la violenza attraverso la regolazione emotiva. Clicca sul link per partecipare: https://www.settimanadelcervello.it/event/comprendere-la-mente-per-prevenire-la-violenza/

 

Analisi del rischio: I tentati suicidi dell'autore

Nella settimana in esame, i dati evidenziano casi in cui l'autore ha tentato il suicidio contestualmente all'atto violento.

Approfondimento Clinico: Dal punto di vista della psicotraumatologia relazionale, il tentato suicidio dell'autore rappresenta il collasso definitivo della finestra di tolleranza. Questo fenomeno rappresenta l'esito finale di una disregolazione emotiva estrema: una volta scaricata l'iper-attivazione nel passaggio all'atto contro l'altro, l'individuo precipita in uno stato di ipo-attivazione e disperazione traumatica insostenibile. La coincidenza tra l'evento omicidiario (o tentato) e il tentato suicidio conferma l'incapacità dell'autore di elaborare il conflitto relazionale al di fuori di una logica distruttiva che coinvolge sé e l'altro.

 

Non perdere la sintesi della prima parte del Summit Internazionale: "La Rivoluzione nella cura del C-PTSD e la prevenzione della violenza". Clicca sul link per approfondire: 

https://www.associazioneitalianadipsicologiaecriminologia.it/articoli/post/301534/sintesi-prima-parte-del-summit-internazionale-13-febbraio-2026:-la-rivoluzione-nella-cura-del-c-ptsd-e-la-prevenzione-della-violenza

 

Profilo della Vittima di Omicidi Familiari Consumati

Profilo Vittima: Donna

  • Genere: Donna (100% delle vittime di omicidio consumato).
  • Età: Fascia 0-17 anni (100% delle vittime di omicidio consumato).
  • Familiarità con l'Autore: Equamente distribuita tra Parenti (50%) e Conoscenti (50%).
  • Distribuzione Geografica: Nord Italia (100%).
  • Arma Utilizzata: Arma da taglio (50%) o Aggressione fisica (50%).

Profilo Vittima: Uomo

  • Percentuale: 0% (Nella settimana di riferimento non si sono registrati omicidi consumati con vittime di sesso maschile).

Profilo del Presunto Autore di Omicidi Familiari Consumati

Di seguito il profilo dei rei o presunti tali in riferimento ai soli omicidi consumati:

Profilo Autrice: Donna

  • Età: Fascia 36-53 anni (100% delle autrici di omicidio).
  • Familiarità con la Vittima: Parenti (100% dei casi commessi da donne).
  • Distribuzione Geografica: Nord Italia (100%).
  • Arma Utilizzata: Arma da taglio (100%).
  • Genere: Donna (50% del totale degli autori di omicidio).

Profilo Autore: Uomo

  • Età: Fascia 18-35 anni (100% degli autori uomini di omicidio).
  • Familiarità con la Vittima: Conoscenti (100% dei casi commessi da uomini).
  • Distribuzione Geografica: Nord Italia (100%).
  • Arma Utilizzata: Aggressione fisica (100%).
  • Genere: Uomo (50% del totale degli autori di omicidio).

 

Ascolta il podcast sul Canale AIPC Editore su Spotify, MENTE|CRIMINE|TRAUMA: “C-PTSD e perdita del controllo degli impulsi: Report ONOF degli omicidi familiari settimana 5-11 febbraio.” clicca sul link: https://open.spotify.com/episode/6eXNwu7AOTUez3eatirz3L?si=QIszWzXpSxK4CW9cw5tbTA

 

Approfondimento: Dinamiche di Cura e Disregolazione

L'analisi rivela un'intersezione critica tra la giovane età delle vittime (0-17 anni) e il profilo delle autrici donne (36-53 anni). In ottica CIPR, l'omicidio commesso da una figura di accudimento all'interno del nucleo familiare (100% per le autrici donne) è l'epilogo di una disregolazione emotiva estrema.

In presenza di un C-PTSD o di traumi relazionali, la "finestra di tolleranza" si restringe; le richieste emotive del legame superano la capacità di regolazione, sfociando in una risposta di attacco impulsiva. L'uso dell'arma da taglio nel 100% dei casi femminili conferma la prevalenza dell'impulsività traumatica e del contatto fisico distruttivo.

 

Conclusione

L'integrazione del protocollo VERA permette di inquadrare la violenza come l'esito di una vulnerabilità clinica e psicotraumatologica profonda. I dati settimanali ribadiscono che il "passaggio all'atto" grave è correlato alla difficoltà di regolazione emotiva nelle relazioni significative. La prevenzione deve basarsi sul rafforzamento della finestra di tolleranza e la cura dei traumi relazionali attraverso percorsi specialistici.

 

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