L’Ombra del trauma nelle relazioni: analisi psicotraumatologica degli omicidi familiari all'alba del 2026
A cura di: Dott. Massimo Lattanzi, Dott.ssa Tiziana Calzone e Dott.ssa Francesca Candus
Enti: Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia (AIPC), Centro Italiano di Psicotraumatologia Relazionale (CIPR), Osservatorio Nazionale Omicidi Familiari (ONOF).
Abstract:
Il presente studio analizza 9 delitti familiari rilevati nella prima settimana del 2026 attraverso la metodologia OSINT (Open Source Intelligence), ovvero il monitoraggio e l’analisi sistematica delle testate giornalistiche e delle fonti aperte di cronaca. La casistica evidenzia una prevalenza di tentati omicidi (6 casi) rispetto agli omicidi consumati (2 casi), con un episodio di suicidio.
Analisi e commento delle variabili: vittime e autori di omicidio familiare
I dati raccolti tra l'1 e il 7 gennaio 2026 delineano un quadro dove il genere, l’età e la familiarità fungono da indicatori di dinamiche traumatiche profonde.
1. Genere
- Vittime: Si osserva un'equità statistica tra uomini (50%) e donne (50%) per quanto riguarda l'omicidio compiuto. Tuttavia, nel tentato omicidio, la percentuale femminile sale drasticamente all'83%.
- Autori: La totalità dei presunti autori (100%) è di genere maschile. Clinicamente, ciò suggerisce una maggiore difficoltà maschile nella regolazione della rabbia e del sistema di minaccia quando il trauma relazionale non trova elaborazione.
2. Età
- Vittime: La distribuzione si concentra nelle fasce 36-53 anni e 54-71 anni.
- Autori: Il 50% appartiene alla fascia 36-53 e il 50% alla fascia 72+. L'età avanzata di alcuni autori suggerisce una cristallizzazione del trauma relazionale che può esplodere anche in fasi tardive della vita, spesso in contesti di cura o convivenza forzata.
3. Familiarità
- Dinamica: Le vittime sono equamente divise tra Parenti (50%) e Conoscenti (50%).
- Commento: In ottica psicotraumatologica, la variabile "grado di familiarità" è cruciale: il delitto non avviene nel vuoto, ma all'interno di legami significativi dove la disregolazione emotiva dell'autore trasforma l'altro da oggetto di legame a bersaglio della propria proiezione traumatica.
4. Distribuzione geografica
- Localizzazione: Il 100% degli omicidi analizzati in questa frazione temporale si è verificato nel Nord Italia. Questo dato, seppur parziale, indica la necessità di monitorare specifici contesti urbani e sociali dove l'isolamento può restringere ulteriormente la finestra di tolleranza dei soggetti vulnerabili.
5. Arma utilizzata
- Tipologia: Prevalgono l'arma impropria (50%) e "altro" (50%).
- Commento: L'uso di armi improprie (oggetti d'uso quotidiano) è spesso indicativo di un'impulsività acuta e di un passaggio all'atto non preordinato, tipico della disregolazione emotiva dove il sistema di difesa reagisce a una minaccia percepita (reale o simbolica) in modo catastrofico.
International Summit: Dal C-PTSD alla Pet Therapy: percorsi integrati di regolazione emotiva nei casi di violenza. Roma, 13 febbraio 2026.
Ore 15:00 – 19:00 SALA TEVERE, Regione Lazio – Via C. Colombo, 212
Un panel d’eccellenza per la valutazione del trauma complesso e delle dinamiche relazionali violente.
INGRESSO GRATUITO. PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA. SARA’ RILACIATO L’ATTESTATO DI PARTECIPAZIONE. POSTI LIMITATI
Clicca sul link per la scheda di iscrizione
Focus su un caso: La tragedia del legame parentale
Tra gli episodi analizzati, emerge il caso di un uomo anziano (89 anni) che ha ucciso la figlia sessantatreenne utilizzando un martello.
Commento psicotraumatologico: Questo evento esemplifica il collasso della funzione di "Cura". In un contesto di C-PTSD o di trauma accumulato, l'autore può percepire la situazione familiare come una trappola ineludibile. Il martello, arma impropria per eccellenza, sottolinea l'immediatezza del passaggio all'atto. L'uscita dalla finestra di tolleranza è qui totale: il soggetto, sopraffatto da una disregolazione che non permette la mediazione del pensiero, agisce il trauma attraverso una violenza distruttiva verso il parente più prossimo.
Conclusioni
L'analisi dei dati AIPC e CIPR conferma che il delitto familiare è raramente un evento isolato, ma l'epifenomeno di una disregolazione emotiva cronica radicata in traumi relazionali non trattati. È fondamentale intervenire attraverso una valutazione del rischio clinica — come quella offerta dal protocollo ASVS — che non si limiti alla dimensione sociale ma analizzi la capacità del soggetto di autoregolarsi e di restare all'interno della propria finestra di tolleranza. La prevenzione passa per il riconoscimento precoce dei segni di C-PTSD e per il supporto specialistico multidisciplinare.
Se senti che dinamiche familiari complesse hanno influenzato profondamente la tua vita e la tua regolazione emotiva, il Centro Italiano di Psicotraumatologia Relazionale (CIPR) e l'AIPC offrono percorsi terapeutici personalizzati integrando metodologie avanzate come il biofeedback.
Contatti:
- Sito: www.associazioneitalianadipsicologiaecriminologia.it
- Email: aipcitalia@gmail.com
- WhatsApp: 3924401930 (attivo tutti i giorni dalle 11:00 alle 16:00)
© 2026 AIPC Editore – Proprietà riservata
È vietato l’utilizzo, anche parziale, senza la citazione obbligatoria della fonte per qualsiasi modalità (online, cartaceo, video, audio, relazioni e pubblicazioni). Le violazioni saranno perseguite a norma di legge.
Per autorizzazioni e info:
aipcitalia@gmail.com ,www.associazioneitalianadipsicologiaecriminologia.it
