INTELLIGENZA RELAZIONALE PROATTIVA©2026 AIPC
A cura di: Massimo Lattanzi e Tiziana Calzone
Enti: Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia (AIPC), Centro Italiano di Psicotraumatologia Relazionale (CIPR), Osservatorio Nazionale Omicidi Familiari (ONOF).
Architettura dell'intelligenza relazionale proattiva
L'architettura dell'intelligenza relazionale proattiva, trasposta nella cornice della psicotraumatologia relazionale, si configura come la funzione suprema di integrazione tra il sistema nervoso autonomo e la capacità riflessiva del Sé. Secondo il corpus teorico e clinico sviluppato da Lattanzi e Calzone, in sinergia con la ricerca documentata dal CIPR, dall'ONOF e dall'AIPC, essa rappresenta l'antidoto elettivo alla "condanna alla ripetizione" che affligge i soggetti portatori di traumi complessi.
La matrice neuro-relazionale: Oltre la cognizione
Per gli addetti ai lavori, l'intelligenza relazionale non deve essere confusa con l'empatia cognitiva o le "social skills". Essa è, in termini clinici, la capacità di mantenere l'omeostasi all'interno della finestra di tolleranza durante l'attivazione dei sistemi di attaccamento. Nelle persone con C-PTSD, la ricerca condotta presso i laboratori del CIPR evidenzia una finestra di tolleranza marcatamente ristretta. In questo contesto, l'intelligenza relazionale agisce come un modulatore neurofisiologico che impedisce alla disregolazione emotiva di degenerare nel passaggio all'atto grave. Quando il sistema rileva una minaccia percepita all'interno del legame, l'intelligenza relazionale permette di inibire la risposta di attacco/fuga, evitando la perdita del controllo degli impulsi che è alla base della fenomenologia dell'omicidio familiare e del femminicidio.
Il 13 febbraio 2026, in occasione del Summit Internazionale che celebra i 25 anni di attività dell'AIPC, verrà presentato ufficialmente il Protocollo V.E.R.A. (Violence Emotional Risk Assessment). Questo strumento rappresenta lo stato dell'arte nella diagnosi predittiva e nel trattamento del C-PTSD Relazionale, segnando il passaggio definitivo da una clinica descrittiva a una terapia di precisione neurobiologica.
L'evento: 13 febbraio 2026 | Roma
La presentazione del protocollo costituirà il cuore pulsante del Summit Internazionale "Dal C-PTSD alla Pet Therapy". In questa sede, verranno divulgati i dati della ricerca condotta dai centri di Roma e Pescara, che documentano come la finestra di tolleranza — spesso estremamente ridotta nei pazienti traumatizzati — possa essere riaperta e stabilizzata attraverso l'integrazione di queste metodologie d'avanguardia.
"Il Protocollo V.E.R.A. rappresenta lo spartiacque tra la condanna alla ripetizione del trauma e la possibilità concreta della guarigione."
Partecipa al Summit Internazionale
Data: 13 febbraio 2026 (Ore 15:00 – 19:00)
Sede: SALA TEVERE, Regione Lazio – Via C. Colombo, 212, Roma
Contatti: WhatsApp 392 4401930 | aipcitalia@gmail.com
Web: www.associazioneitalianadipsicologiaecriminologia.it
Qui puoi scaricare la scheda di iscrizione
L'ingresso è gratuito. La prenotazione è obbligatoria. Attestato di partecipazione.
La variabile "grado di familiarità" e la profilazione clinica
Un pilastro fondamentale, centrale nei protocolli AIPC e nelle analisi dell'ONOF, è la decodifica della variabile grado di familiarità. L'intelligenza relazionale presuppone la capacità di analizzare il legame non in chiave sociale o sociologica, ma attraverso una lente clinica rigorosa.
Il professionista della psicotraumatologia relazionale proattiva riconosce che la vicinanza estrema funge da trigger per i nuclei dissociativi del trauma. L'individuo "relazionalmente intelligente" è colui che, supportato da percorsi terapeutici specialistici, impara a monitorare la propria soglia di attivazione in funzione della prossimità dell'altro. Questo monitoraggio trasforma il legame da spazio di potenziale abuso e possesso a luogo di sintonizzazione affettiva.
Ascolta il podcast sul Canale AIPC Editore su Spotify, MENTE|CRIMINE|TRAUMA: “INTELLIGENZA RELAZIONALE PROATTIVA”, clicca sul link: https://open.spotify.com/episode/5Wf6wkOlkxgL5hFMrx9Y88?si=eLMzmWwgTzOUpf9aCxOoeQ
Dimensioni operative per la salute del legame
La traduzione descrittiva dei processi clinici rivela tre direttrici d'azione per il mantenimento di relazioni sane:
1. L’autoregolazione funzionale: È il presidio costante contro l'impulsività. Attraverso l'integrazione di tecniche neurofisiologiche, il soggetto impara a sentire il "corpo che precede l'azione", bloccando la scarica motoria della rabbia traumatica.
2. La meta-cognizione del trauma: L'analisi clinica del grado di familiarità consente di scindere il partner attuale dalle figure abusanti del passato. Questa operazione neutralizza il desiderio di controllo coercitivo, tipico di chi cerca inconsciamente di riparare un'impotenza antica attraverso il dominio presente.
3. La stabilizzazione della presenza: La capacità di rimanere "presenti a se stessi" anche durante l'iper-arousal assicura che il conflitto resti dialettico. La finestra di tolleranza, ampliata dal lavoro clinico, diventa lo spazio sicuro dove il confronto non è più percepito come una minaccia alla sopravvivenza del Sé.
Conclusioni e prospettive cliniche
In sintesi, per il clinico, l'intelligenza relazionale proattiva è il risultato finale di un processo di guarigione che passa per la stabilizzazione dei sintomi post-traumatici. Non c'è salute relazionale senza una rigorosa gestione della disregolazione emotiva. Come sottolineato costantemente dalle linee guida di Lattanzi e Calzone, l'intelligenza relazionale proattiva è l'unica forza capace di sovvertire il destino traumatico, trasformando la vulnerabilità in una competenza relazionale d'eccellenza.
"Il passaggio dalla reazione all'azione consapevole segna il confine tra la patologia del legame e la libertà della relazione." ©2026 AIPC
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