Quando la familiarità diventa rischio: l'uomo vittima nel 50% dei casi di omicidi familiari. Report ONOF dicembre 2025.
A cura di: Dott. Massimo Lattanzi, Dott.ssa Tiziana Calzone e Dott. Federico Maroli
Enti: Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia (AIPC), Centro Italiano di Psicotraumatologia Relazionale (CIPR), Osservatorio Nazionale Omicidi Familiari (ONOF).
Abstract
Il presente contributo analizza la fenomenologia dei delitti familiari di dicembre 2025 attraverso il protocollo VERA, partendo dal dato clinico e statistico che vede l'uomo vittima nel 50% dei casi, principalmente per mano di parenti o conoscenti. Tale evidenza permette di superare la visione esclusivamente sociale del rischio per approdare a un assessment clinico rigoroso. Mentre la donna resta la vittima elettiva di femminicidio in ambito affettivo, i pattern relazionali maschili mostrano un'elevata ricorrenza di aggressioni con armi da taglio. L'analisi si focalizza sulla disregolazione emotiva e sul passaggio all'atto grave, interpretati come un'uscita traumatica dalla "finestra di tolleranza", tipicamente ristretta in soggetti con C-PTSD. Come documentato dalle ricerche di CIPR, ONOF e AIPC, la perdita del controllo degli impulsi e la psicotraumatologia relazionale rappresentano il fulcro di queste tragedie, rendendo indispensabile una profilazione scientifica basata sulla variabile del grado di familiarità.
Metodologia OSINT (Open Source Intelligence)
L'indagine si avvale della metodologia OSINT, acronimo di Open Source Intelligence. Tale approccio metodologico consiste nella raccolta, selezione e analisi sistematica di dati provenienti da fonti aperte. Nel contesto della presente rubrica, i dati analizzati fanno riferimento esclusivamente ai casi di cronaca riportati dalle testate giornalistiche. Questa tecnica permette di tracciare profili statistici e fenomenologici in tempo reale, offrendo una fotografia immediata della violenza familiare nel panorama nazionale, pur non sostituendosi ai dati istituzionali.
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Approfondimento dei profili tipici di omicidio familiare (dicembre 2025)
L'analisi dei dati evidenzia pattern specifici che definiscono le vittime e gli autori, declinati secondo le variabili di età, familiarità, area geografica e modalità lesiva.
Profili delle vittime di omicidio (dicembre 2025)
1. Profilo Vittima: Donna
Il quadro clinico-criminologico per le vittime di genere femminile evidenzia una vulnerabilità specifica all'interno della relazione affettiva e della maturità anagrafica:
Genere: Donna (56% del totale omicidi).
Fascia d'Età: 36-53 anni (80% delle vittime donne).
Familiarità con l'Autore: Partner (60%).
Distribuzione Geografica: Nord (40%) e Sud e Isole (40%).
Arma Utilizzata: Aggressione fisica (40%).
2. Profilo Vittima: Uomo
Il profilo maschile si differenzia nettamente, spostando il baricentro del rischio verso la giovane età e i rapporti di conoscenza:
Genere: Uomo (44% del totale omicidi).
Fascia d'Età: 18-35 anni (50% delle vittime uomini).
Familiarità con l'Autore: Conoscenti (75%).
Distribuzione Geografica: Sud e Isole (75%).
Arma Utilizzata: Aggressione fisica (75%).
L'evento: 13 febbraio 2026 | Roma - CASA RADIO Media Partner del Summit
La presentazione del protocollo costituirà il cuore pulsante del Summit Internazionale "Dal C-PTSD alla Pet Therapy". In questa sede, verranno divulgati i dati della ricerca condotta dai centri di Roma e Pescara, che documentano come la finestra di tolleranza — spesso estremamente ridotta nei pazienti traumatizzati — possa essere riaperta e stabilizzata attraverso l'integrazione di queste metodologie d'avanguardia.
"Il Protocollo V.E.R.A. rappresenta lo spartiacque tra la condanna alla ripetizione del trauma e la possibilità concreta della guarigione."
Partecipa al Summit Internazionale
Data: 13 febbraio 2026 (Ore 15:00 – 19:00)
Sede: SALA TEVERE, Regione Lazio – Via C. Colombo, 212, Roma
Contatti: WhatsApp 392 4401930 | aipcitalia@gmail.com
Web: www.associazioneitalianadipsicologiaecriminologia.it
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L'ingresso è gratuito. La prenotazione è obbligatoria. Attestato di partecipazione.
Profili dei Presunti Autori di Omicidio (dicembre 2025)
3. Profilo Autore: Donna
Le dinamiche dell'agire femminile nel delitto estremo presentano una polarizzazione nelle fasce d'età estreme e nei legami parentali/affettivi:
Genere: Donna (22% del totale autori di omicidio).
Fascia d'Età: 36-53 anni (50%) e oltre i 72 anni (50%).
Familiarità con la Vittima: Partner (50%) e Parenti (50%).
Distribuzione Geografica: Nord (50%) e Sud e Isole (50%).
Arma Utilizzata: Categoria "Altro" (50%) o dato "Non riportato" (50%).
4. Profilo Autore: Uomo
L'autore di genere maschile rappresenta la maggioranza statistica e manifesta un'uscita dalla finestra di tolleranza espressa prevalentemente attraverso la forza fisica:
Genere: Uomo (78% del totale autori di omicidio).
Fascia d'Età: 36-53 anni (50%).
Familiarità con la Vittima: Conoscenti (43%) e Partner (43%).
Distribuzione Geografica: Sud e Isole (57%).
Arma Utilizzata: Aggressione fisica (63%).
Nota Clinica: Questi dati evidenziano come la disregolazione emotiva e il C-PTSD influenzino il passaggio all'atto grave, con una stretta correlazione tra il grado di familiarità e la perdita del controllo degli impulsi.
Conclusione
I dati di dicembre 2025 confermano l'urgenza di un intervento che integri la psicotraumatologia relazionale con la profilazione clinica. È evidente che il grado di familiarità non è solo una variabile statistica, ma il terreno su cui si consuma la tragedia della disregolazione emotiva. Mentre l'istruzione può fungere da spartiacque tra la ripetizione del trauma e la guarigione, il protocollo ASVS rimane lo strumento elettivo per intercettare i segnali di rischio prima che la "finestra di tolleranza" si chiuda definitivamente in un atto irreversibile. AIPC e CIPR continuano a offrire supporto specialistico attraverso metodologie avanzate, come il biofeedback, per sostenere la regolazione emotiva e interrompere la catena della violenza.
Presso i centri CIPR di Pescara e Roma, i professionisti offrono percorsi terapeutici personalizzati per valutare l'influenza delle ferite paterne o materne e supportare il recupero della regolazione emotiva.
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Non rimandare la possibilità di intraprendere un percorso di cambiamento. Il primo passo verso la guarigione è non affrontare questo viaggio da soli. Siamo qui per te.
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