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Omicidi Familiari: Il "Fronte Nord": Report ONOF Settimanale 12-18 marzo 2026

22/03/2026 18:51

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Omicidi Familiari: Il "Fronte Nord": Report ONOF Settimanale 12-18 marzo 2026

Omicidi Familiari: Il "Fronte Nord": Report ONOF Settimanale 12-18 marzo 2026A cura di: Dott. Massimo Lattanzi, Dott.ssa Tiziana Calzone e Dott.ssa Gi

Omicidi Familiari: Il "Fronte Nord": Report ONOF Settimanale 12-18 marzo 2026

A cura di: Dott. Massimo Lattanzi, Dott.ssa Tiziana Calzone e Dott.ssa Giulia Trovato.

Enti di riferimento: AIPC (Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia), CIPR (Centro Italiano di Psicotraumatologia Relazionale), ONOF (Osservatorio Nazionale Omicidi Familiari).

 

Abstract

Il presente studio analizza l'incidenza e la fenomenologia dei "delitti familiari" intercorsi nella settimana dal 12 al 18 marzo 2026, utilizzando il protocollo scientifico V.E.R.A. (Violence Emotional Risk Assessment). L'abstract si pone l'obiettivo di mappare il rischio in chiave prettamente clinica e non sociale, focalizzandosi sulla disregolazione emotiva e sul superamento della finestra di tolleranza come determinanti del passaggio all'atto. Attraverso una lettura circolare della violenza, che include vittime, autori e familiari, l'indagine identifica i pattern di vulnerabilità e le dinamiche di psicotraumatologia relazionale. L'integrazione della metodologia OSINT permette di rilevare la portata reale di omicidi e tentati omicidi, evidenziando come la ristrettezza della finestra di tolleranza, tipica del trauma complesso (C-PTSD), trasformi il conflitto in evento letale

 

Supporto e ricerca: La prevenzione degli omicidi familiari richiede percorsi clinici specialistici e l’integrazione di metodologie avanzate come il biofeedback. Puoi contribuire concretamente al nostro lavoro: 5x1000: C.F. 97238660589. Donazioni liberali: IBAN AIPC IT83I0760103200000056039688 o tramite il c.c.p. nr. 56039688.

 

Introduzione: Il Modello OSINT

L'equipe adotta la metodologia OSINT (Open Source Intelligence) per la raccolta sistematica di dati dalle testate giornalistiche. Questo approccio permette di monitorare i delitti nella rete di "familiarità" — comprendente parenti, partner, ex-partner e conoscenti — fornendo un quadro tempestivo delle manifestazioni "oscure" del comportamento umano.

 

Profili delle Vittime di Omicidio Familiare (n=3)

Vittime di genere femminile (67%)

  • Età (36-53 e 72+ anni - 50% ciascuna): L'incidenza si divide equamente tra la piena maturità e la quarta età. Questo dato suggerisce una vulnerabilità bipolare: da un lato i conflitti di coppia nella mezza età, dall'altro la fragilità estrema delle donne anziane in contesti di convivenza o cura.
  • Arma (Arma da taglio - 100%): L'uso esclusivo del coltello evidenzia un'aggressione caratterizzata da estrema prossimità e accanimento, tipica di una scarica impulsiva incontrollata.
  • Grado di Familiarità (Partner 50%, Parenti 50%): Il rischio per la donna rimane confinato nel nucleo affettivo primario (partner) o nel legame di sangue (parenti).
  • Geografia (Nord - 100%): La totalità dei casi letali femminili della settimana si è concentrata nelle regioni settentrionali.

 

Vittime di genere maschile (33%)

  • Età (18-35 anni - 100%): La vittima uomo è giovane, inserita in dinamiche di confronto relazionale o sociale che degenerano in violenza letale.
  • Arma (Arma impropria - 100%): L'uso di oggetti non convenzionali indica un'aggressione reattiva, spesso legata a una perdita di controllo momentanea durante un alterco.
  • Grado di Familiarità (Conoscenti - 100%): Per l'uomo, la minaccia risiede prevalentemente nella rete sociale esterna al nucleo domestico stretto.
  • Geografia (Sud - 100%): L'unico omicidio maschile rilevato è avvenuto nel Sud Italia.

 

Ascolta il podcast sul canale AIPC Editore su Spotify, MENTE|CRIMINE|TRAUMA: “Omicidi Familiari: Il "Fronte Nord": Report ONOF Settimanale 12-18 marzo 2026". Clicca sul link: https://open.spotify.com/episode/67bfU4xdF948Q8rETYQ2zn?si=rDTP4AgTSOGx-DKYIFv0Sw

 

Profili dei presunti autori di omicidio (100% Uomini)

  • Età (36-53 anni - 67%): L'autore prevalente è un uomo adulto, spesso gravato da una cronica incapacità di regolare stress relazionali intensi.
  • Arma (Arma da taglio - 67%): La lama si conferma lo strumento d'elezione per agire una violenza immediata e distruttiva.
  • Geografia (Nord - 67%, Sud - 33%): La distribuzione ricalca i poli geografici delle vittime, con una maggiore concentrazione di procedimenti al Nord.

Analisi e differenze: tentati omicidi (n=4)

I tentati omicidi presentano una parità di genere tra le vittime (50% donne, 50% uomini), ma gli autori restano esclusivamente uomini (100%).

Similitudini: L'arma da taglio domina la scena (75%), confermandosi il mezzo principale della violenza impulsiva "famigliare".

Differenze: Mentre negli omicidi l'uomo muore per mano di conoscenti, nei tentati omicidi la donna viene aggredita da partner o ex-partner (100% dei casi femminili), evidenziando la persistenza del rischio nelle relazioni sentimentali.

 

Commento approfondito sui casi della settimana

Caso di omicidio familiare (Bergamo)

L'uccisione di una donna di 41 anni da parte del marito con 13 coltellate è l'esempio drammatico di uscita dalla finestra di tolleranza. L'alto numero di colpi (overkill) segnala una disregolazione emotiva totale, dove l'autore agisce in uno stato di iper-attivazione neurofisiologica che annulla la capacità di inibizione. Il tentato suicidio dell'uomo post-evento riflette il collasso del sistema psichico quando l'impulso violento si esaurisce, lasciando spazio a un vuoto traumatico devastante.

Caso di tentato omicidio (Casale Litta)

L'aggressione di un giovane verso il compagno della madre è emblematica della variabile "familiarità". Qui la violenza è legata a una psicotraumatologia relazionale dove il giovane, agendo per via di una finestra di tolleranza ristretta, risponde con un accoltellamento a tensioni conviviali non elaborate. L'atto non è pianificato ma impulsivo, confermando la pericolosità dei legami di prossimità quando manca la regolazione emotiva.

 

Correlazione ampliata con il report precedente (5-11 marzo 2026)

Il confronto tra le due settimane di marzo 2026 rivela dinamiche evolutive e costanti strutturali:

  • Inversione della vittimizzazione: Rispetto alla settimana precedente, dove le vittime maschili erano la netta maggioranza (71%), nell'ultima settimana si è assistito a un'inversione negli omicidi consumati, con le donne che rappresentano ora il 67% dei casi letali. Questo dato suggerisce che, mentre l'uomo è più esposto a conflitti potenzialmente letali (tentati omicidi), la donna subisce con maggior frequenza l'esito fatale della violenza.
  • Evoluzione della variabile conoscenti: Il ruolo dei "conoscenti" rimane centrale ma cambia peso. Se tra il 5 e l'11 marzo rappresentavano il 57% delle vittime totali, nella settimana corrente la percentuale scende al 42%, pur restando la causa esclusiva di morte per le vittime maschili (100%). Ciò indica che la rete sociale allargata resta il principale ambito di rischio per l'uomo, mentre per la donna il pericolo si è ri-centrato nel nucleo partner/parenti.
  • Consolidamento geografico al nord: Il Nord Italia si conferma l'area di massima criticità. Se nel primo report la concentrazione era del 71%, nell'attuale analisi sale al 72%, segnando una continuità territoriale preoccupante per i delitti che maturano in contesti di prossimità.
  • L'Arma da taglio come costante: L'uso della lama si stabilizza come standard dell'offesa maschile. Dall'80% rilevato tra omicidi e tentati della scorsa settimana, si passa a una forbice tra il 67% e il 75%. Tale persistenza conferma che il passaggio all'atto grave in ambito familiare è mediato da strumenti di facile reperibilità domestica, utilizzati in momenti di picco della disregolazione impulsiva.

 

Conclusione

Il monitoraggio scientifico tramite il protocollo V.E.R.A. conferma l'urgenza di interventi focalizzati sull'ampliamento della finestra di tolleranza. La violenza non è un evento isolato, ma l'apice di una disregolazione che colpisce l'intera rete relazionale.

 

Contatti e Supporto: AIPC e CIPR offrono supporto specialistico per la gestione dei traumi e della disregolazione emotiva.

Sito: www.associazioneitalianadipsicologiaecriminologia.it

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