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Delitti familiari e reati di prossimità: il report settimanale ONOF (18-24 giugno 2026).

28/06/2026 17:02

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Delitti familiari e reati di prossimità: il report settimanale ONOF (18-24 giugno 2026).

Delitti familiari e reati di prossimità: il report settimanale ONOF (18-24 giugno 2026).Curatori del report: Dott. Massimo Lattanzi e Dott.ssa Tiziana

Delitti familiari e reati di prossimità: il report settimanale ONOF (18-24 giugno 2026).

Curatori del report: Dott. Massimo Lattanzi e Dott.ssa Tiziana Calzone

Analisi dei dati: Dott.ssa Giulia Trovato

 

1. Introduzione e inquadramento degli enti di riferimento

La comprensione della violenza interpersonale nei contesti di prossimità richiede schemi clinici complessi, capaci di superare la mera catalogazione penalistica per decodificare i meccanismi psicofisiologici che precedono il passaggio all'atto grave. Il presente report settimanale è elaborato sotto la direzione scientifica di un network multidisciplinare che studia e tratta il trauma e l'agito violento in chiave circolare:

  • AIPC (Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia): Ente del Terzo Settore (ETS) fondato a Roma nel 2001 (CF: 97238660589). Promuove una presa in carico "circolare" della violenza, accogliendo e valutando sia le vittime sia i presunti autori di reati violenti. Utilizza il modello A.I.P.C. Scientific Violence Screening (ASVS), dedicato alla valutazione del rischio in chiave squisitamente clinica e non sociale, al cui interno opera il protocollo clinico V.E.R.A. (Violence Emotional Risk Assessment). Tale strumento standardizza la valutazione del rischio integrando colloqui clinici, psicodiagnostica e misurazioni psicofisiologiche tramite biofeedback, strutturando percorsi basati su psicotraumatologia relazionale, psicoterapia sensomotoria e mindfulness.
  • CIPR (Centro Italiano di Psicotraumatologia Relazionale): Polo clinico operativo specializzato nel trattamento del Disturbo da Stress Post-Traumatico Complesso (C-PTSD) e della disregolazione emotiva, attivo nelle sedi di Roma e Pescara. Applica protocolli terapeutici integrati a marcatori psicofisiologici oggettivi (conduttanza cutanea e variabilità della frequenza cardiaca HRV) per ripristinare la regolazione del sistema nervoso autonomo e ampliare la finestra di tolleranza.
  • ONOF (Osservatorio Nazionale Omicidi Familiari): Organo di ricerca permanente fondato nel 2013, preposto al monitoraggio epidemiologico e alla catalogazione dei delitti commessi in Italia in contesti di prossimità relazionale. Traduce i dati grezzi in profili criminologici ricorrenti, isolando in particolare la variabile critica del grado di familiarità che qualifica l'agito, al fine di orientare la prevenzione precoce e stimare la letalità potenziale.

 

2. Metodologia di raccolta dati in chiave OSINT e margine di errore

I dati epidemiologici discussi in questo report settimanale non provengono dai registri consolidati delle istituzioni giudiziarie o delle forze dell'ordine, i cui tempi di rilascio risultano fisiologicamente dilatati. La ricerca si avvale invece della metodologia OSINT (Open Source Intelligence), basata sul monitoraggio costante, l'estrazione e l'incrocio delle informazioni di pubblica utilità diffuse quotidianamente dalle testate giornalistiche e dalle agenzie di stampa.

L'applicazione dell'intelligence da fonti aperte consente di catturare il fenomeno criminoso nel momento della sua manifestazione pubblica, offrendo un quadro aggiornato in tempo reale. Tuttavia, questa metodologia comporta dei precisi limiti biologici e la concreta possibilità di commettere errori o imprecisioni in fase di prima rilevazione, legati alla parzialità o alla fluidità delle notizie di cronaca nelle prime ore dall'evento.

 

3. Definizioni dei parametri scientifici ed epidemiologici

  • Campione Complessivo (N): Rappresenta l'universo statistico dei casi (intesi come singoli eventi delittuosi o tentati tali che coinvolgono un nucleo relazionale di prossimità) intercettati e censiti nel periodo temporale di riferimento.
  • Delitto Familiare: Secondo la tassonomia scientifica dell'AIPC, rientrano in questa classificazione tutti quegli agiti distruttivi (omicidi, tentati omicidi, suicidi e tentati suicidi correlati) che si consumano all'interno di una rete relazionale significativa o di prossimità sociale, affettiva, di sangue e di vicinato.
  • Grado di Familiarità: Variabile qualitativa fondamentale derivata dalla psicotraumatologia relazionale che qualifica e definisce la natura del legame intercorrente tra la vittima e il presunto autore. Essa viene segmentata in cinque livelli macro-relazionali: Partner, Ex-Partner, Parenti, Conoscenti (che include vicinato, amicizie e contesti di prossimità allargata) e Sé stesso/a (condotte autolesive contestuali).

 

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4. Analisi epidemiologica del campione settimanale e distinzione dei profili di genere

Nella settimana compresa tra il 18 e il 24 Giugno 2026, l'attività di monitoraggio OSINT ha isolato un campione di eventi che ha coinvolto un totale di N = 7 vittime e N = 8 presunti autori o rei confessi.

4.1 Distribuzione per sesso

  • Sesso delle vittime: Il 71% (N = 5) appartiene al genere maschile, mentre il restante 29% (N = 2) appartiene al genere femminile.
  • Sesso dei presunti autori: L'87% ($N = 7$) è costituito da individui di genere maschile, mentre il genere femminile registra un'incidenza del 13% ($N = 1$).

4.2 Analisi degli omicidi consumati: focus su femminicidio e delitto familiare

Il monitoraggio rileva un totale di N = 4 omicidi consumati, divisi equamente tra il genere femminile (50%, N = 2) e il genere maschile (50%, N = 2). L'applicazione rigorosa dei parametri ONOF richiede una fondamentale disarticolazione clinica ed epidemiologica delle due vittime di genere femminile:

  • Femminicidio consumato (50% delle vittime femminili, N = 1): Identificato nel duplice omicidio della Versilia (Lucca), in cui un uomo ha ucciso la moglie di 52 anni (insieme al figlio di 24). L'evento configura pienamente l'ipotesi di femminicidio, poiché l'agito letale è stato perpetrato dal partner maschile all'interno del legame sentimentale e nucleo coabitativo storico.
  • Omicidio familiare non classificabile come Femminicidio (50% delle vittime femminili, N = 1): Identificato nel tragico infanticidio-suicidio di Torino, dove una madre di 39 anni ha strangolato la figlia di 13 anni. Pur trattandosi di una vittima donna, l'evento non è ascrivibile alla categoria del femminicidio, configurandosi come un drammatico delitto consanguineo intracordale generato da una severa disregolazione emotiva materna.

4.3 Analisi dei tentati omicidi: Assenza di tentati Femminicidi

I restanti casi monitorati confluiscono nella categoria dei tentati omicidi (N = 3), dove si registra una polarizzazione totale:

  • Vittime di genere maschile: 100% (N = 3).
  • Vittime di genere femminile (Tentato Femminicidio): 0% (N = 0). Nessuna donna è stata bersaglio di tentato omicidio in questa settimana. L'intera energia lesiva rimasta allo stadio di tentativo si è riversata sul genere maschile all'interno della rete relazionale dei Conoscenti (liti acute scaturite da motivi interpersonali, di gelosia o vicinato a Ragusa, Pavia e Zibido San Giacomo).

 

5. Disarticolazione dettagliata delle variabili target

A. Variabile anagrafica: Classi d'età

  • Età delle Vittime (N = 7): La fascia 36-53 anni satura il 71% del campione complessivo (N = 5). La fascia 0-17 anni registra il 14% (N = 1, la minore a Torino), mentre la fascia 18-35 anni si attesta al 15% (N = 1).
  • Età dei Presunti Autori (N = 8): I giovani adulti (classe 18-35 anni) rappresentano il 50% (N = 4). Segue la fascia 36-53 anni con il 37% (N = 3) e la fascia 54-71 anni con il 13% (N = 1).

B. Variabile relazionale: Il grado di familiarità

In questo specifico arco temporale si nota una temporanea assenza di delitti consumati o tentati tra partner attuali non coabitanti o ex-partner in senso stretto. La violenza ha seguito due linee di rischio nettamente distinte:

  • Conoscenti (57% delle vittime, N = 4; 75% degli autori, N = 6): Satura l'intero sotto-universo dei tentati omicidi contro gli uomini, originati da conflittualità acute e passaggi all'atto impulsivi in contesti di prossimità sociale allargata.
  • Parenti (43% delle vittime, N = 3; 25% degli autori, N = 2): Circoscrive le manifestazioni più distruttive e letali dei legami di sangue, inglobando il femminicidio e il figlicidio consumati.

C. Variabile strumentale e geografica

  • Armi e modalità: Negli omicidi dominano l'arma da fuoco (50% dei casi letali) e l'aggressione fisica diretta (soffocamento/strangolamento nel caso di Torino). Nei tentati omicidi contro gli uomini, l'arma da taglio (coltelli e machete, come nell'irruzione a Robbio) registra una spinta esclusiva del 100% da parte degli aggressori maschi.
  • Distribuzione Geografica: Il fenomeno mostra una netta prevalenza nell'area settentrionale del Paese, che drena il 66% dei casi totali (N = 4, localizzati tra Torino, Milano e Pavia). Il Centro e il Sud/Isole si attestano al 17% ciascuno (N = 1 rispettivo).

 

Ascolta il podcast sul canale AIPC Editore su Spotify, MENTE|CRIMINE|TRAUMA: “Delitti familiari e reati di prossimità: il report settimanale ONOF (18-24 giugno 2026)".  Clicca sul link: https://open.spotify.com/episode/4h1si7BVo1GB7IOgnORMDu?si=GbN7QdeZRz-4LOI0aNsTCw

 

6. Inquadramento psicotraumatologico relazionale dell'agito

L'analisi integrata operata dall'ONOF e dal CIPR evidenzia come la severità e la distruttività delle condotte esaminate in questo report debbano essere interpretate attraverso la lente della psicotraumatologia relazionale, focalizzandosi in particolare sulle variabili della familiarità e sui costrutti di disregolazione emotiva e di finestra di tolleranza.

La finestra di tolleranza rappresenta la fascia di attivazione neurofisiologica ottimale entro la quale l'individuo integra stimoli complessi, frustrazioni e conflitti senza alterare l'omeostasi del sistema nervoso autonomo. In soggetti con quadri strutturati di Trauma Complesso (C-PTSD) o risonanze traumatiche relazionali non elaborate, questa finestra si presenta estremamente ristretta. Di fronte a un trigger acuto — sia esso una contesa tra conoscenti o una crisi profonda all'interno del nucleo familiare — il soggetto sperimenta un'immediata uscita dalla finestra di tolleranza, precipitando in un'iper-attivazione simpatica.

Il passaggio all'atto grave (acting-out) si configura come una repentina e totale perdita del controllo degli impulsi, dettata dal blackout funzionale della corteccia prefrontale. L'impulso distruttivo si traduce nell'uso immediato della forza corporea (come nello strangolamento della minore a Torino) o nella captazione subitanea di armi altamente letali (coltelli o machete nelle liti tra conoscenti), confermando come il grado di familiarità moduli la risonanza emotiva e la letalità potenziale del conflitto.

 

7. Contatti, servizi di ascolto e orientamento sulla violenza

L'AIPC e il CIPR garantiscono l'operatività di servizi specialistici multi focalizzati stabili, volti alla stabilizzazione psicofisiologica e all'allargamento della finestra di tolleranza:

Sportello di ascolto e orientamento nazionale: Spazio di accoglienza clinica dedicato a tutte le persone, senza alcuna distinzione di genere, ruolo o orientamento (vittime di violenza subita, testimoni di violenza assistita, familiari e autori di condotte maltrattanti). Il servizio offre percorsi terapeutici personalizzati e valutazioni cliniche integrate con protocolli psicodiagnostici e strumentali mediante l'ausilio del biofeedback.

Canali di contatto diretti:

Contatto Telefonico / WhatsApp: 3924401930 (Servizio attivo dal lunedì al sabato all'interno della fascia oraria dalle ore 11:00 alle ore 16:00).

Indirizzo e-mail di riferimento: aipcitalia@gmail.com

Sito web scientifico di riferimento: www.associazioneitalianadipsicologiaecriminologia.it

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