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Analisi psicotraumatologica relazionale e clinico-forense dell’evento di Capodimonte.

25/02/2026 19:06

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Analisi psicotraumatologica relazionale e clinico-forense dell’evento di Capodimonte.

Analisi psicotraumatologica relazionale e clinico-forense dell’evento di Capodimonte. A cura di: Dott. Massimo Lattanzi e Dott.ssa Tiziana Calzone Ent

Analisi psicotraumatologica relazionale e clinico-forense dell’evento di Capodimonte.

 

A cura di: Dott. Massimo Lattanzi e Dott.ssa Tiziana Calzone 

Enti: Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia (AIPC), Centro Italiano di Psicotraumatologia Relazionale (CIPR), Osservatorio Nazionale Omicidi Familiari (ONOF).

 

L’episodio di violenza verificatosi a Capodimonte il 22 febbraio 2026, durante la partita di calcio Napoli-Atalanta, costituisce un caso di studio di eccezionale rilevanza per la psicotraumatologia relazionale e la criminologia clinica moderna. Una donna di 35 anni avrebbe aggredito il coniuge di 40 anni con armi da taglio, avrebbe agito sotto l’influenza di una percezione distorta di minaccia, innescata dalle imprecazioni dell’uomo rivolte a un evento sportivo televisivo. L’analisi che segue, condotta attraverso i protocolli dell’Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia (AIPC) e del Centro Italiano di Psicotraumatologia Relazionale (CIPR), decodifica l’evento come l’esito finale di una dinamica traumatica complessa analizzata dai dottori Massimo Lattanzi e Tiziana Calzone.

 

Fenomenologia dell’evento e analisi dei precedenti

L’aggressione avrebbe avuto luogo nell’abitazione della coppia. Mentre l’uomo seguiva l’incontro calcistico, la sua reazione verbale concitata everbbe innescato nella moglie una risposta di furia distruttiva. La donna avrebbe inizialmente lanciato delle forbici contro il partner, per poi tentare di colpirlo al fianco con un coltello da cucina. Nonostante il primo fendente sia andato a vuoto, la donna sarebbe riuscita a ferirlo successivamente. La dinamica dell’attacco è proseguita anche mentre l’uomo, sanguinante, tentava di allertare il 112 e il 118: la trentacinquenne avrebbe continuato a scagliargli contro altre lame, una delle quali si è conficcata stabilmente nel muro di casa.

Sebbene non siano emerse condanne penali definitive precedenti al fatto, l’analisi clinico-forense rivela indicatori di una condotta violenta non isolata. La donna sarebbe stata infatti arrestata non solo per lesioni aggravate, ma anche per maltrattamenti in famiglia, un reato che presuppone per natura la reiterazione di comportamenti abusanti nel tempo. Un elemento cruciale risiede nel contenuto della borsa della donna, dove i Carabinieri avrebbero rinvenuto altre tre lame, tra cui un apriostriche. Il porto abituale di armi improprie suggerirebbe l’esistenza di “precedenti comportamentali” legati a uno stato di iper-vigilanza cronica e a una percezione di pericolo costante, segnali tipici di chi vive immerso in quella che Lattanzi e Calzone definiscono una “bolla traumatica”.

 

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La situazione mentale dell’autrice: C-PTSD e disregolazione emotiva

La reazione della donna di Capodimonte potrebbe essere interpretata attraverso la lente del Disturbo da Stress Post-Traumatico Complesso (C-PTSD). In questo quadro, l’architettura cerebrale subisce una riprogrammazione che altera la gestione delle emozioni e la risposta allo stress. Per l’autrice, le urla del marito non sarebbero state elaborate come segnali di frustrazione sportiva, ma sarebbero state intercettate dal sistema limbico come un attacco diretto alla propria incolumità, scatenando una risposta neurofisiologica di attacco estremo.

Questo fenomeno, noto come disregolazione emotiva, comporta l’incapacità di modulare l’intensità delle risposte affettive. Il trigger specifico — le parolacce per un rigore negato — avrebbero provocato una “eclissi della ragione”, in cui il partner ha smesso di essere una figura affettiva per diventare un bersaglio simbolico di proiezioni traumatiche pregresse. Il comportamento di continuare il lancio di coltelli durante la richiesta di soccorso della vittima indicherebbe un completo fallimento del controllo degli impulsi e una fuoriuscita drammatica dalla realtà fenomenica.

 

Evento formativo: Settimana del Cervello 2026

In occasione della Settimana del Cervello 2026, l’AIPC, il CIPR e l’ONOF presentano:

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https://www.settimanadelcervello.it/event/comprendere-la-mente-per-prevenire-la-violenza/

 

La finestra di tolleranza e il paradosso del partner

Il modello della “finestra di tolleranza” spiega come ogni individuo abbia un range di attivazione entro cui può funzionare in modo ottimale. Nelle persone con C-PTSD, questa finestra è estremamente ridotta: stimoli minimi possono spingere il soggetto verso uno stato di iper-arousal (iper-attivazione), caratterizzato da rabbia esplosiva e impulsività, come si sarebbe osservato nell’accoltellamento di Capodimonte.

In tale contesto si inserisce il “paradosso del partner”: la persona amata, che dovrebbe rappresentare il porto sicuro, viene vissuta contemporaneamente come fonte di minaccia arcaica. Questo corto circuito neurobiologico impedisce la negoziazione emotiva del conflitto e porta all’uso di armi improprie, indicativo di un passaggio all’atto non pianificato (delitto d’impeto) in cui il sistema di difesa reagisce in modo catastrofico a una minaccia percepita.

 

Ascolta il podcast sul canale AIPC Editore su Spotify, MENTE|CRIMINE|TRAUMA: “Analisi psicotraumatologica relazionale e clinico-forense dell’evento di Capodimonte”. Clicca sul link: https://open.spotify.com/episode/0DZt8JqKg0Yl1oVgAt1kBO?si=081dHQMHRn2tj6vDve4g5w

 

Analisi dei profili ONOF: la “parità del sangue” del febbraio 2026

L’evento di Capodimonte si colloca in un periodo di particolare complessità statistica monitorata dall’Osservatorio Nazionale Omicidi Familiari (ONOF). Nel report relativo alla settimana dal 12 al 18 febbraio 2026, i dati hanno mostrato una sorprendente “parità del sangue”, con le vittime di omicidio familiare suddivise equamente tra il 50% di uomini e il 50% di donne.

L’analisi di quella settimana specifica ha delineato profili molto divergenti tra i generi. Le vittime femminili (50% del totale) erano prevalentemente donne anziane (oltre i 72 anni), colpite nel Nord Italia per mano di parenti. Al contrario, le vittime maschili (restante 50%) appartenevano a una fascia d’età più giovane, tra i 36 e i 53 anni, venivano uccise principalmente nel Centro Italia e l’autore era spesso un conoscente, con un uso prevalente di armi da taglio.

 

Scarica le slide “Analisi psicotraumatologica relazionale e clinico-forense dell’evento di Capodimonte”. Clicca sul link: Slide evento di Capodimonte

 

Il Protocollo V.E.R.A. e la prevenzione scientifica

Per prevenire escalation letali, l’AIPC promuove il protocollo V.E.R.A. (Violence Emotional Risk Assessment), uno strumento che si allontana dalle valutazioni puramente sociali per adottare una chiave clinica e neuroscientifica. Il protocollo funziona attraverso tre passaggi fondamentali. Inizialmente, si valuta il rischio emotivo del soggetto e la presenza di traumi non elaborati; successivamente, si monitora la finestra di tolleranza attraverso parametri fisiologici come la variabilità della frequenza cardiaca (HRV) e la risposta galvanica della pelle (GSR) per misurare oggettivamente la disregolazione. Infine, l’obiettivo è decodificare i segnali premonitori prima che avvenga il “passaggio all’atto”. Il protocollo agisce così come uno spartiacque tra la condanna a ripetere il trauma e la possibilità di una guarigione del Sé.

 

Puoi contribuire concretamente al nostro lavoro:

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Insieme, possiamo trasformare la sofferenza taciuta in un percorso di guarigione, affinché la “finestra di tolleranza” diventi uno spazio di vita e non il limite oltre il quale si consuma la tragedia.

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Impatto sulla figlia minore e trauma assistito

Un aspetto tragico dell’evento di Capodimonte sarebbe la presenza della figlia della coppia, testimone dell’aggressione. La violenza assistita costituisce un abuso psicologico dalle conseguenze drammatiche per lo sviluppo del minore, esponendolo al “paradosso del caregiver”: la figura di accudimento coincide con la fonte della paura.

Le conseguenze a lungo termine per i minori che assistono a tali episodi includono lo sviluppo di C-PTSD infantile, deficit di regolazione emotiva e l’interiorizzazione di modelli relazionali basati sulla forza o sull’impotenza. Secondo i dati AIPC, oltre l’80% delle persone coinvolte in dinamiche violente (vittime, autori o testimoni) presenta una storia di trauma relazionale non trattato, confermando come la violenza sia spesso una narrazione tragica di ferite che si tramandano tra le generazioni se non interrotte da interventi specialistici.

 

Conclusione

In conclusione, il caso di Capodimonte evidenzia la necessità di superare la mera punizione per integrare percorsi di stabilizzazione emotiva e riabilitazione, spostando il focus dalla rabbia all’analisi del trauma per spezzare finalmente il ciclo della violenza familiare.

 

Bibliografia

1.      Parolacce davanti alla partita in tv, la moglie pensa siano contro di lei e lo accoltella, https://tg24.sky.it/cronaca/2026/02/23/atalanta-napoli-accoltellamento 2. Urla e sbraita per il rigore negato al Napoli, la moglie lo accoltella: arrestata per violenza domestica – Il Fatto Quotidiano, https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/23/urla-sbraita-rigore-negato-napoli-moglie-accoltella-arrestata-violenza-domestica/8301144/ 3. L’Ombra del trauma nelle relazioni: analisi psicotraumatologica degli omicidi familiari all’alba del 2026, https://www.associazioneitalianadipsicologiaecriminologia.it/articoli/post/284007/l-ombra-del-trauma-nelle-relazioni-analisi-psicotraumatologica-degli-omicidi-familiari-all-alba-del-2026 4. Omicidi Familiari: 100% Autori Uomini e Vittime Under 35. Report ONOF Settimana 29.01 – 04.02 2026 – YouTube, https://www.youtube.com/watch?v=UZxjA97G4m8 5. Napoli. Lite furiosa dopo un rigore negato al Napoli. Moglie accoltella marito – YouTube, https://www.youtube.com/watch?v=x9v-EPE9Hoc 6. La bolla traumatica e il paradosso del partner di Lattanzi e Calzone, la riattualizzazione del trauma nella coppia – Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia, https://www.associazioneitalianadipsicologiaecriminologia.it/articoli/post/244584/la-bolla-traumatica-e-il-paradosso-del-partner-di-lattanzi-e-calzone-la-riattualizzazione-del-trauma-nella-coppia 7. COLLANA DI SCIENZE PSICOLOGICHE E FORENSI diretta da Massimo Lattanzi LA VIOLENZA DI GENERE CHE NON DEGENERA AA.VV. – ADMI & partners ODV, https://www.admi.it/storicoadmi/documenti/atti-seminario_20180511.pdf 8. Come il trauma cambia l’architettura del cervello – Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia, https://www.associazioneitalianadipsicologiaecriminologia.it/articoli/post/283456/come-il-trauma-cambia-l-architettura-del-cervello 9. Omicidi familiari l’uomo autore nel 100% dei casi nel report ONOF settimana 22-28 gennaio 2026 – YouTube, https://www.youtube.com/watch?v=tMCl4JQI0p8 10. La scienza della prevenzione: Il protocollo V.E.R.A. che ridefinisce …, https://www.associazioneitalianadipsicologiaecriminologia.it/articoli/post/298782/la-scienza-della-prevenzione:-il-protocollo-vera-che-ridefinisce-la-prevenzione-della-violenza-e-degli-omicidi-familiari 11. International Summit: Dal C-PTSD alla Pet Therapy: percorsi integrati di regolazione emotiva nei casi di violenza. Roma, 13 febbraio 2026., https://www.associazioneitalianadipsicologiaecriminologia.it/articoli/post/283919/international-summit:-dal-c-ptsd-alla-pet-therapy:-percorsi-integrati-di-regolazione-emotiva-nei-casi-di-violenza-roma-13-febbraio-2026 12. La parità del sangue 50% uomini e 50% donne vittime di omicidi familiari Report ONOF 12_18/02/2026 – YouTube, https://www.youtube.com/watch?v=q4RG6neehe0 13. La parità del sangue: 50% uomini e 50% donne vittime di omicidi familiari. Report ONOF settimana 12-18 febbraio 2026. – Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia, https://www.associazioneitalianadipsicologiaecriminologia.it/articoli/post/305478/la-parit%C3%A0-del-sangue:-50-uomini-e-50-donne-vittime-di-omicidi-familiari-report-onof-settimana-12-18-febbraio-2026 14. Linee guida d’intervento per gli Special Orphans, https://www.direcontrolaviolenza.it/wp-content/uploads/2016/10/lineeguida-switch-off_italiano.pdf 15. Vademecum violenza istituzionale – Ordine psicologi Toscana, https://www.ordinepsicologitoscana.it/public/files/18701-Vademecum-Violenza-Istituzionale-OPT.pdf 16. La violenza come narrazione tragica del trauma relazionale – FCP – Formazione Continua in Psicologia, https://formazionecontinuainpsicologia.it/corso/la-violenza-come-narrazione-tragica-del-trauma-relazionale/ 17. AIPC – FCP – Formazione Continua in Psicologia, https://formazionecontinuainpsicologia.it/autore/aipc-associazione-italiana-di-psicologia-e-criminologia/

 

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