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Differenze di profilo tra omicidi e tentati omicidi familiari. Report ONOF (5 – 11 marzo 2026)

16/03/2026 09:01

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Differenze di profilo tra omicidi e tentati omicidi familiari. Report ONOF (5 – 11 marzo 2026)

Differenze di profilo tra omicidi e tentati omicidi familiari. Report ONOF (5 – 11 marzo 2026) Enti e autoriIl monitoraggio e l’analisi sono coordinat

Differenze di profilo tra omicidi e tentati omicidi familiari. Report ONOF (5 – 11 marzo 2026)

 

Enti e autori

Il monitoraggio e l’analisi sono coordinati dal Dott. Massimo Lattanzi (Psicologo psicoterapeuta, PhD) e dalla Dott.ssa Tiziana Calzone (Psicologa psicoterapeuta) e dalla dott.ssa in Psicologia Alice Russo per conto dell’Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia (A.I.P.C.). Il gruppo di ricerca comprende la dott.ssa Carmen Pellino, psicologa psicoterapeuta (analisi dati) e i Dottori in Psicologia tirocinanti AIPC.

 

Abstract

Il presente studio analizza l’incidenza e la fenomenologia dei “delitti familiari” attraverso l’applicazione del modello VERA (Violence Emotional Risk Assessment). L’obiettivo è mappare il rischio in chiave clinica, focalizzandosi sulla disregolazione emotiva e sul superamento della finestra di tolleranza che caratterizza il passaggio all’atto nelle dinamiche traumatiche relazionali. I dati settimanali mostrano una netta prevalenza di vittime maschili (71%) e un ruolo determinante della categoria “conoscenti” (57%) nella genesi del conflitto letale o potenzialmente tale.

 

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Metodologia OSINT e Inquadramento dei Reati

L’equipe utilizza la metodologia OSINT (Open Source Intelligence) per la raccolta di dati da testate giornalistiche. La categoria dei “delitti familiari” comprende quattro tipologie fondamentali di condotta violenta:

Omicidio consumato: L’evento letale compiuto all’interno della rete di familiarità.

Tentato omicidio: Aggressioni gravi con intenzione o potenzialità letale non realizzata.

Suicidio: Atto autolesivo letale che spesso segue un omicidio (omicidio-suicidio).

Tentato suicidio: Atto autolesivo non letale all’interno del medesimo contesto relazionale.

Il grado di “familiarità” qualifica il legame tra le parti, estendendosi oltre la parentela per includere conoscenti, colleghi, amici e partner attuali o passati.

 

Supporto e ricerca: La prevenzione degli omicidi familiari richiede percorsi clinici specialistici e l’integrazione di metodologie avanzate come il biofeedback. Puoi contribuire concretamente al nostro lavoro: 5x1000: C.F. 97238660589. Donazioni liberali: IBAN AIPC IT83I0760103200000056039688 o tramite il c.c.p. nr. 56039688.

 

Analisi dettagliata dei profili: Delitti familiari

Nella settimana dal 5 all’11 marzo 2026 sono stati censiti 7 casi totali.

Profilo delle vittime

Genere: La maggioranza delle vittime è di sesso maschile (71%), mentre il sesso femminile rappresenta il 29%.

Età: Le fasce d’età con maggiore incidenza sono 36-53 anni (28%) e 72+ anni (28%).

Familiarità: Il 57% delle vittime ha un legame di conoscenza con l’autore. Seguono partner (14%), ex-partner (14%) e parenti (15%).

Distribuzione Geografica: Il 71% dei delitti si è verificato nel Nord Italia.

 

Settimana del Cervello 2026: La mente al centro della prevenzione. Non perdere il webinar gratuito 27 marzo 2026, 17.30/18:30. “COMPRENDERE LA MENTE PER PREVENIRE LA VIOLENZA”. Esploreremo insieme gli strumenti clinici per riconoscere e prevenire la violenza attraverso la regolazione emotiva. Clicca sul link per partecipare: https://www.settimanadelcervello.it/event/comprendere-la-mente-per-prevenire-la-violenza/

 

Profilo dei presunti autori

Genere: L’86% dei presunti autori o rei confessi è uomo, contro il 14% di donne.

Età: La fascia predominante è 54-71 anni (43%), seguita da 18-35 (29%) e 36-53 (29%).

Armi utilizzate: Gli autori uomini hanno utilizzato prevalentemente armi da taglio (80% tra omicidi e tentati) e armi improprie (20%). Le autrici donne hanno utilizzato esclusivamente armi da taglio (100%).

 

Analisi dei profili per tipologia di reato

Omicidi Consumati (4 casi)

Dall’analisi clinica tramite il modello VERA emerge una distribuzione specifica per gli eventi letali:

Vittime: 2 uomini e 2 donne (50% ciascuno).

Genere ed Età: Gli uomini uccisi appartengono alle fasce 18-35 e 72+; le donne alle fasce 36-53 e 72+.

Relazione Vittima-Autore:

Le donne sono state uccise da un ex-partner (100% dei casi femminili) o da un parente (100% dei casi femminili).

Gli uomini sono stati uccisi da un partner (100% dei casi maschili) o da un conoscente (100% dei casi maschili).

 

Ascolta il podcast sul canale AIPC Editore su Spotify, MENTE|CRIMINE|TRAUMA: “Differenze di profilo tra omicidi e tentati omicidi. Report ONOF (5 – 11 marzo 2026)". Clicca sul link: https://open.spotify.com/episode/4T2pOx7O1S05F8XzyL281l?si=iOXAank1Q6ubaFRC4I0xmg

 

Tentati omicidi (3 casi)

In questa categoria, i dati mostrano una polarizzazione estrema:

Vittime: Il 100% delle vittime sono uomini.

Autori e relazione: Tutti i tentati omicidi sono stati compiuti da uomini (100%) con il grado di conoscenza verso la vittima.

Armi: L’arma da taglio è stata lo strumento esclusivo (100%).

 

Supporto e Contatti

Il Centro Italiano di Psicotraumatologia Relazionale (CIPR) e l'AIPC offrono supporto specialistico per la gestione dei traumi relazionali e della disregolazione emotiva, integrando percorsi di biofeedback per il recupero dell'equilibrio psicofisico.

Sito: www.associazioneitalianadipsicologiaecriminologia.it

E-mail: aipcitalia@gmail.com

WhatsApp: 3924401930 (Attivo 11:00 – 16:00)

 

Approfondimento caso di cronaca: Femminicidio a Messina

Il delitto di Messina (donna di 50 anni uccisa dall’ex-partner) è emblematico per l’analisi della variabile della familiarità.

Analisi Clinica: L’autore era ai domiciliari, ma l’indisponibilità del braccialetto elettronico ha facilitato il passaggio all’atto.

Dinamica: L’uso di “decine di coltellate” indica una violenta uscita dalla finestra di tolleranza, tipica di quadri clinici di disregolazione emotiva dove il controllo degli impulsi decade totalmente. In linea con le ricerche dell’AIPC, la donna in percentuale è vittima di una persona con la quale ha o ha avuto una relazione affettivo-sentimentale.

 

Conclusione

Il monitoraggio settimanale conferma che il Nord Italia è l’area con la più alta concentrazione di delitti familiari (71%). L’uso sistematico di armi da taglio e l’alta incidenza dei conoscenti nei tentati omicidi suggeriscono che la violenza non è un fenomeno isolato al nucleo domestico, ma una manifestazione di disregolazione impulsiva che colpisce l’intera rete relazionale. Il protocollo VERA evidenzia la necessità di interventi focalizzati sulla psicotraumatologia relazionale per prevenire il passaggio all’atto grave.

 

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