Il trauma oltre la cronaca: una lettura psicotraumatologico-forense universale
A cura del Dott. Massimo Lattanzi e della Dott.ssa Tiziana Calzone
Nota editoriale e inquadramento scientifico degli enti di ricerca
Il presente contributo clinico e psicotraumatologico nasce dal lavoro di monitoraggio e intervento sul campo coordinato da un network multidisciplinare d'eccellenza, impegnato da oltre vent'anni nello studio circolare del trauma relazionale e della violenza intrafamiliare:
AIPC (Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia): Ente del Terzo Settore (ETS) fondato a Roma nel 2001. È l'ente cardine del network che promuove da oltre due decenni un modello di presa in carico circolare della violenza, accogliendo e valutando parallelamente sia le vittime sia i presunti autori di agiti maltrattanti o reati violenti. L'AIPC realizza ricerche epidemiologiche, attività di screening e percorsi di recupero, integrando la tutela delle persone lese con lo studio criminologico dei fattori scatenanti. L'associazione ha ideato e strutturato il protocollo scientifico A.I.P.C. Scientific Violence Screening e il protocollo clinico V.E.R.A. (Violence Emotional Risk Assessment), uno strumento standardizzato che permette la valutazione del rischio integrando colloqui clinici, test psicodiagnostici e monitoraggi neurofisiologici tramite biofeedback all'interno di percorsi specialistici di psicotraumatologia relazionale.
CIPR (Centro Italiano di Psicotraumatologia Relazionale): Polo clinico specialistico attivo con le sue sedi a Roma e Pescara. È focalizzato sul trattamento del Disturbo da Stress Post-Traumatico Complesso (C-PTSD) e della disregolazione emotiva, integrando il supporto clinico con la rilevazione oggettiva di parametri psicofisiologici (quali la variabilità della frequenza cardiaca - HRV e la conduttanza cutanea) per ripristinare la regolazione del sistema nervoso autonomo.
ONOF (Osservatorio Nazionale Omicidi Familiari): Organismo di ricerca permanente istituito nel 2013, deputato alla raccolta epidemiologica, alla mappatura e al profiling dei delitti consumati all'interno delle reti di prossimità relazionale e parentale per orientare la prevenzione precoce e stimare la letalità .
L'articolo è curato da:
Dott. Massimo Lattanzi: Psicologo, psicoterapeuta, criminologo e ricercatore. Ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Scienze Forensi presso l'Università degli Studi di Roma Tor Vergata, un ambito nel quale non si è limitato al raggiungimento del traguardo accademico, ma ha continuato a operare attivamente traducendo i principi della ricerca scientifica in modelli clinici applicati. Coordinatore nazionale, presidente e fondatore dell'AIPC, ha ideato e sviluppato i principali protocolli di screening neurofisiologico e di valutazione oggettiva del rischio di violenza interpersonale utilizzati dall'équipe, guidando l'evoluzione metodologica dell'ente nel corso dei suoi vent'anni di attività .
Dott.ssa Tiziana Calzone: Psicologa, psicoterapeuta e specialista in psicotraumatologia relazionale. È co-fondatrice e coordinatrice dell'AIPC, all'interno della quale guida l'area clinica e di ricerca scientifica. Vanta una consolidata e pluriennale esperienza clinica nell'ambito dei traumi relazionali e dei contesti di severa sofferenza interpersonale.
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Il trauma oltre la cronaca: una lettura psicotraumatologico-forense universale
Il dibattito pubblico e istituzionale torna frequentemente a toccare i temi del trauma, del dolore e dello stress psicologico di fronte a eventi di cronica gravità o a reazioni comportamentali estreme. Quando le massime cariche istituzionali riconoscono l'impatto invalidante del vissuto traumatico sulla determinazione delle azioni umane, si apre un'importante opportunità di riflessione clinica.
Tale chiave di lettura scientifica deve necessariamente applicarsi, con criteri di oggettività , uguaglianza e universalità , a tutte le persone a cui sia stato accertato un Disturbo Post-Traumatico da Stress (PTSD) o, in termini ancora più severi, un Disturbo Post-Traumatico da Stress Complesso (C-PTSD). Il nesso tra l'alterazione neurobiologica derivante da sofferenza traumatica e le successive risposte comportamentali non può essere applicato a intermittenza o per singoli scenari mediatici, ma costituisce un principio scientifico assoluto.
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I dati del campione e l'evidenza del trauma relazionale complessivo
I dati epidemiologici e clinici raccolti nell'arco di oltre vent'anni di attività dall'AIPC, dal CIPR e dall'ONOF evidenziano una realtà di profonda sofferenza somatica e psicologica: circa l'80% dei soggetti valutati all'interno dei campioni clinici e di rischio mostra la presenza strutturata di gravi traumi relazionali.
Questa elevatissima percentuale documenta come la sofferenza non sia riconducibile soltanto alla sintomatologia classica e circoscritta del PTSD (legata a un singolo evento traumatico isolato), ma si configuri prevalentemente come C-PTSD. Si tratta del risultato di una stratificazione di traumi interpersonali cronici, prolungati e cumulativi consumati proprio all'interno delle reti di prossimità o dei legami affettivi. Mediante l'ausilio di scale di valutazione attendibili, emerge come tali esperienze vadano ad alterare in modo stabile e permanente le risposte e lo sviluppo del sistema nervoso autonomo del soggetto.
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Fenomenologia della distruttività : i casi estratti dai report ONOF
La drammatica concretezza di queste alterazioni cliniche trova un riscontro diretto nei casi analizzati dall'Osservatorio Nazionale Omicidi Familiari, i quali evidenziano come la prossimità relazionale agisca da catalizzatore dell'agito impulsivo:
Il corto circuito nei legami consanguinei (Il caso del matricidio): I monitoraggi epidemiologici dell'Osservatorio hanno isolato tragedie consumatesi all'interno del nucleo familiare stretto, come il caso di una madre uccisa dal proprio figlio consanguineo all'interno delle mura domestiche. Dal punto di vista clinico, questi delitti familiari originano da dinamiche profonde e risonanze relazionali non elaborate, dove la vicinanza emotiva amplifica l'affetto negativo anziché contenerlo.
La polarizzazione e l'impulsività di coppia: Nei report settimanali ONOF emerge costantemente l'incidenza dei tentati femminicidi perpetrati da partner (mariti o compagni) all'interno di relazioni stabili. Questi eventi sono caratterizzati da una saturazione assoluta dell'uso di armi da taglio o armi improprie (oggetti contundenti). La scelta di strumenti che richiedono un contatto fisico ravvicinato e immediato è l'indicatore clinico di una forte componente di impulsività somatica, in cui l'agito maltrattante o letale si consuma in pochi istanti senza alcuna mediazione cognitiva.
Gli agiti autolesivi associati: L'esasperazione della disregolazione emotiva si manifesta frequentemente anche attraverso risposte autolesive immediate successive all'atto principale. I dati ONOF registrano casi in cui gli autori tentano il suicidio o si tolgono la vita (ad esempio tramite defenestrazione o autoinfliggendosi ferite con armi da taglio) subito dopo aver aggredito la vittima. Questa sequenza evidenzia il crollo totale di ogni capacità di autoregolazione e il definitivo confinamento del soggetto fuori da qualunque spazio di funzionamento psichico integrato.
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La traiettoria neurobiologica e la restrizione della "Finestra di Tolleranza"
La spiegazione scientifica di tali condotte risiede nella traiettoria neurobiologica del C-PTSD e nel costrutto della "finestra di tolleranza". Quest'ultima rappresenta l'intervallo di attivazione psicofisiologica ottimale entro cui un essere umano riesce a elaborare gli stress ambientali, i conflitti interpersonali e i vissuti frustranti senza perdere il controllo e mantenendo l'equilibrio del proprio sistema nervoso autonomo.
Nelle persone con una storia di trauma complesso, la finestra di tolleranza selettiva si presenta estremamente stretta, rigida e vulnerabile. Di fronte a un fattore scatenante acuto (un trigger reale o percepito all'interno della coppia, della famiglia o delle relazioni di vicinato), il sistema nervoso del soggetto subisce un repentino ed estremo scompenso, scagliandolo immediatamente in uno stato di iper-attivazione neurovegetativa simpatica.
In questa condizione, si verifica un vero e proprio "blackout" funzionale dei circuiti della corteccia prefrontale, l'area cerebrale deputata al monitoraggio cognitivo, alla razionalità e all'inibizione del comportamento. Privo della capacità di autoregolazione somatica, l'individuo va incontro a un'improvvisa e totale perdita del controllo degli impulsi. Il passaggio all'atto grave (acting-out) si configura dunque non come una scelta strategica, ma come una drammatica e subitanea scarica motoria e distruttiva indotta dal fallimento dei sistemi biologici di contenimento.
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Conclusioni cliniche
Il nesso scientifico tra il trauma subito, la disfunzione del sistema nervoso e la perdita del controllo degli impulsi è ampiamente validato e documentato. Se si assume come presupposto che lo stress psicologico e la sofferenza traumatica possano alterare e ridurre la responsabilità o la capacità di valutazione di un individuo, tale assunto deve configurarsi come un principio scientifico e forense di carattere universale. Esso deve essere applicato equamente a chiunque presenti un quadro clinico accertato e strutturato di C-PTSD, affinché la giustizia e la cura psicotraumatologica procedano di pari passo su basi rigorosamente empiriche e non arbitrarie.
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Presidi di supporto e contatti clinici
L'AIPC e il CIPR garantiscono su tutto il territorio nazionale l'operatività di servizi stabili e specialistici dedicati alla stabilizzazione psicofisiologica, alla valutazione diagnostica e all'allargamento della finestra di tolleranza:
Sportello nazionale di ascolto e orientamento sulla violenza: Spazio di accoglienza clinica gratuito rivolto a tutte le persone, senza distinzione di genere o ruolo (vittime di violenza subita, testimoni di violenza assistita, familiari e autori di agiti violenti o maltrattanti). Offre inquadramenti psicodiagnostici e percorsi terapeutici personalizzati integrati con strumentazione biofeedback.
Formazione e supervisione specialistica: Percorsi di formazione e supervisione (individuale o di gruppo, in presenza e a distanza) rivolti a psicologi, psicoterapeuti e medici per l'utilizzo dei protocolli scientifici sul trauma e sulla violenza.
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Canali diretti di contatto:
Telefono / WhatsApp: 3924401930 (Servizio unico attivo tutti i giorni, festivi esclusi, nella fascia oraria dalle ore 11:00 alle ore 16:00).
E-mail istituzionale: aipcitalia@gmail.com
Sito web di riferimento: www.associazioneitalianadipsicologiaecriminologia.it
Codice Fiscale Ente (AIPC ETS): 97238660589
