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Sesta trilogia dei racconti dell'estate AIPC – CIPR

26/08/2026 19:20

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Sesta trilogia dei racconti dell'estate AIPC – CIPR

Sesta trilogia dei racconti dell'estate AIPC – CIPRRacconti estivi AIPC & CIPR: Viaggio al centro dell’anima e della menteDal 15 al 17 agosto, parte l

Sesta trilogia dei racconti dell'estate AIPC – CIPR

Racconti estivi AIPC & CIPR: Viaggio al centro dell’anima e della mente

Dal 15 al 17 agosto, parte la nuova ed esclusiva trilogia firmata da Massimo Lattanzi e Tiziana Calzone.

Un percorso immersivo che unisce neuroscienze affettive, psicotraumatologia relazionale, profilazione e criminologia clinica per rispondere ai grandi interrogativi sulla mente, l'amore, le ferite invisibili e il passaggio all'atto.

Uscita 15 Agosto 2026

La volontà cieca del Trauma

Quando la memoria implicita cancella il libero arbitrio. Un dialogo tra Schopenhauer e la psicotraumatologia relazionale.

Un’analisi integrata tra la metafisica di Arthur Schopenhauer e la psicotraumatologia relazionale offre un parallelismo di straordinaria profondità. Ciò che il filosofo di Danzig descriveva in termini metafisici ed esistenziali trova oggi un puntuale corrispettivo neurobiologico e clinico nella comprensione del trauma complesso e delle sue sequele relazionali.

Dalla «Volontà» metafisica alla spinta impulsiva sottocorticale

Per Schopenhauer, la Volontà (Wille) non è una libera scelta razionale, ma una forza cieca, irrazionale, impersonale e non elaborata che subordina l’intelletto. L’intelletto (Intellekt) è una mera “superficie”, un servitore che cerca di giustificare a posteriori gli impulsi di questa forza primordiale.

Nella psicotraumatologia relazionale, questa “Volontà” cieca descrive nitidamente l’attivazione dei sistemi di sopravvivenza sottocorticali (amigdala, tronco encefalico) nei soggetti affetti da C-PTSD (Sindrome da Stress Post-Traumatico Complesso).

Il parallelo clinico: Nei contesti di trauma relazionale precoce o cronico, la persona non agisce guidata da una scelta consapevole (libero arbitrio), ma viene agita da stati di iper-attivazione (hyperarousal) o ipo-attivazione (hypoarousal). La spinta all’azione non passa per la valutazione della corteccia prefrontale, proprio come nella visione schopenhaueriana l’intelletto è subordinato alla cieca forza della Volontà.

Contatti AIPC & CIPR:

Sedi: Pescara e Roma

Telefono / WhatsApp: 3924401930

Email: aipcitalia@gmail.com

Sito Web: www.associazioneitalianadipsicologiaecriminologia.it

 

Terza trilogia dei racconti dell'estate AIPC – CIPR

Racconti estivi AIPC & CIPR: Viaggio al centro dell’anima e della mente

Dal 15 al 17 agosto, parte la nuova ed esclusiva trilogia firmata da Massimo Lattanzi e Tiziana Calzone.

Un percorso immersivo che unisce neuroscienze affettive, psicotraumatologia relazionale, profilazione e criminologia clinica per rispondere ai grandi interrogativi sulla mente, l'amore, le ferite invisibili e il passaggio all'atto.

Uscita 16 Agosto 2026

L’illusione del «Libero Arbitrio» e la disregolazione emotiva

L’illusione del Libero Arbitrio e la perdita del controllo degli impulsi

Schopenhauer nega il libero arbitrio sul piano fenomenico: l’uomo crede di scegliere liberamente, ma è mosso da motivazioni necessarie legate alla sua indole immutabile e alle sollecitazioni esterne (“L’uomo può fare ciò che vuole, ma non può volere ciò che vuole”).

La clinica del trauma relazionale evidenzia come l’apparente “scelta” di un passaggio all’atto (acting out) o di una reazione esplosiva non rappresenti un atto di volontà libera, bensì una perdita del controllo degli impulsi:

L’uscita dalla finestra di tolleranza: Quando gli stimoli ambientali (interpersonali o sensoriali) riattivano memorie implicite traumatiche, l’individuo si trova scaraventato fuori dalla propria finestra di tolleranza emotiva.

Fallimento dell’inibizione top-down: La corteccia prefrontale dorsolaterale perde il controllo inibitorio sull’amigdala. Il “passaggio all’atto grave” diventa una risposta riflessa di attacco/fuga o di disperata regolazione di uno stato interno insostenibile, confermando l’illusorietà del controllo razionale in presenza di uno stato emotivo non regolato.

Disregolazione emotiva e l’origine dell’infelicità Schopenhaueriana

Il cuore della filosofia di Schopenhauer risiede nella dinamica del desiderio: la Volontà produce bisogni, il bisogno è mancanza, e la mancanza è dolore. Appagato un desiderio, subentra temporaneamente la noia, per poi ricadere in un nuovo soffrire. L’esistenza oscilla come un pendolo tra il dolore e la noia.

In psicotraumatologia relazionale, questo ciclo infinito rispecchia la dinamica della disregolazione emotiva da trauma attaccamento-correlato:

Il dolore della mancanza: Corrisponde allo stato di allarme e senso di vuoto intimamente legato al trauma relazionale. Il bisogno inappagato di sintonizzazione e sicurezza produce uno stato costante di frustrazione e minaccia percepite.

La ricerca compensatoria e la recidiva: L’incapacità di modulare internamente gli stati affettivi porta a cercare regolazioni esterne disfunzionali (dipendenze affettive, condotte a rischio, esplosività). Tale ricerca tenta invano di colmare la breccia traumatica, generando un loop dinamico del tutto analogo al pendolo schopenhaueriano: una costante oscillazione tra l’angoscia della disconnessione (dolore) e il vuoto dissociativo (noia/torpore).

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Terza trilogia dei racconti dell'estate AIPC – CIPR

Racconti estivi AIPC & CIPR: Viaggio al centro dell’anima e della mente

Dal 15 al 17 agosto, parte la nuova ed esclusiva trilogia firmata da Massimo Lattanzi e Tiziana Calzone.

Un percorso immersivo che unisce neuroscienze affettive, psicotraumatologia relazionale, profilazione e criminologia clinica per rispondere ai grandi interrogativi sulla mente, l'amore, le ferite invisibili e il passaggio all'atto.

Uscita 17 Agosto 2026

La Fenomenologia del trauma e le vie di liberazione

Schopenhauer individua tre vie per affrancarsi dalla tirannia della Volontà: l’Arte (contemplazione estetica temporanea), l’Empatia/Compassione (Mitleid, il riconoscere il soffrire dell’altro come proprio) e l’Ascesi (la Noluntas, la negazione totale del volere).

La psicotraumatologia relazionale declina queste tre “vie di liberazione” in precise tappe terapeutiche e riparative, creando una diretta corrispondenza clinica per ciascun concetto filosofico:

Dall’Arte alla Regolazione Somatica: La sospensione temporanea della Volontà attraverso l’arte trova il suo corrispettivo clinico nell’integrazione somatica e nelle tecniche di biofeedback. La sospensione della reattività automatica avviene quando, monitorando parametri fisiologici come la frequenza cardiaca e la conduttanza cutanea, si ripristina la regolazione autonomica e si consente al corpo di sperimentare un’effettiva disattivazione della risposta di minaccia e un’esperienza somatica di calma.

Dal Mitleid (Compassione) alla co-regolazione: Schopenhauer individua nella compassione il superamento del principio di individuazione (principium individuationis). Nella clinica del trauma, questa via corrisponde alla sintonizzazione affettiva e alla relazione terapeutica: attraverso l’ingaggio sociale e la co-regolazione affettiva, l’individuo esce dall’isolamento traumatico e riabilita la capacità di connessione con l’altro.

Dalla Noluntas all’ampliamento della finestra di tolleranza: La Noluntas schopenhaueriana non è una dissoluzione passiva, ma la cessazione della reattività cieca della Volontà. Sul piano psicotraumatologico, questo processo si traduce nell’ampliamento della finestra di tolleranza (spesso molto stretta nei soggetti traumatizzati), ovvero nella disattivazione dei pattern reattivi automatici e nell’apprendimento a sostare nei vissuti emotivi senza che essi sfocino inevitabilmente nel passaggio all’atto o nel sequestro emotivo.

Sintesi conclusiva

Arthur Schopenhauer ha descritto, con intuizione filosofica anticipatoria, la condizione dell’essere umano dominato da forze umane e viscerali che sfuggono alla razionalità. La psicotraumatologia relazionale traduce questa “metafisica del dolore” in processi neurobiologici ed esperienziali ben precisi: la Volontà schopenhaueriana è la traccia del trauma imprinting nell’organismo, una memoria implicita che guida l’impulsività e la disregolazione fino a quando il lavoro di sintonizzazione e regolazione psicofisiologica non restituisce all’individuo la capacità di abitare e modulare i propri stati interni.

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