Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia 

CONTATTI

 

E-mail;  aipcitalia@gmail.com

 

Cellulare; +39 392 440 1930

 

Sede; Via Giorgio Baglivi 6, 00161 Roma RM, Italia

 

 

 

 

Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia

 

Benessere e Crescita con Esperti Psicoterapeuti

CONTATTI

Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia

Benessere e Crescita con Esperti Psicoterapeuti

aipcitalia@mail.com

Report ONOF — Luglio 2026. La geografia del rischio relazionale: uomini travolti dai conflitti tra conoscent

26/08/2026 19:29

author

Report ONOF — Luglio 2026. La geografia del rischio relazionale: uomini travolti dai conflitti tra conoscenti, donne bersaglio della rottura affettiva

Report ONOF — Luglio 2026. La geografia del rischio relazionale: uomini travolti dai conflitti tra conoscenti, donne bersaglio della rottura affettiva.

AIPC Editore © 2026

Chi ha condotto la ricerca? Autori e Metodologia

  • A cura di: Dott. Massimo Lattanzi (Psicologo, Psicoterapeuta, Ph.D. in Scienze Forensi) e Dott.ssa Tiziana Calzone (Psicologa, Psicoterapeuta), coordinatori dell’Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia (AIPC) e del Centro Italiano di Psicotraumatologia Relazionale (CIPR).
  • Analisi dei dati: Dott.sse tirocinanti in psicologia Elisa Ninivaggi e Giulia Trovato.
  • Metodologia: Indagine clinico-criminologica basata su metodologia OSINT (Open Source Intelligence), applicata ai casi documentati dalla cronaca nazionale e locale. Nel modello teorico AIPC, il delitto familiare e la variabile del «grado di familiarità» vengono letti attraverso la lente della psicotraumatologia relazionale: il passaggio all'atto grave rappresenta il culmine di una marcata disregolazione emotiva e perdita del controllo degli impulsi dovuta all'uscita dalla finestra di tolleranza.

Chi sono le vittime e chi agisce la violenza letale?

I dati di luglio 2026 delineano una netta asimmetria sia nella vittimizzazione che nell'autorialità del reato:

  • Omicidi consumati (N = 16 | 100%):
    • Uomini vittime: 69% (N = 11)
    • Donne vittime: 31% (N = 5)
  • Tentati omicidi (N = 19 | 100%):
    • Uomini vittime: 63% (N = 12)
    • Donne vittime: 37% (N = 7)
  • Presunti autori o rei confessi:
    • Uomini: Rappresentano l'88% negli omicidi consumati (N = 15/17) e il 90% nei tentati omicidi (N = 19/21).
    • Donne: Costituiscono il 12% negli omicidi consumati (N = 2/17) e il 10% nei tentati omicidi (N = 2/21).

Cosa rivela la lente del femminicidio sul legame affettivo?

(Criterio metodologico: condotte agite esclusivamente da partner o ex-partner in una relazione affettivo-sentimentale)

  • Femminicidi consumati (N = 4): Rappresentano l'80% delle donne uccise nel mese e il 25% del totale degli omicidi
    • Ex-Partner: 50% dei casi (N = 2 — pari al 100% degli omicidi totali tra ex-partner).
    • Partner attuale: 50% dei casi (N = 2). (Donne vittime di omicidio parentale escluse dal computo del femminicidio: N = 1, pari al 20% delle donne uccise).
  • Tentati femminicidi (N = 5): Costituiscono il 71.4% delle donne vittime di tentato omicidio.
    • Partner attuale: 100% dei casi di tentato femminicidio (N = 5). (Donne vittime di tentato omicidio parentale: N = 2, pari al 28.6% delle donne aggredite).
  • Impatto complessivo: Le aggressioni da partner o ex-partner (9 tra consumate e tentate) colpiscono il 75% delle 12 donne complessivamente vittime di violenza grave.

Dove e come rischiano maggiormente gli uomini?

Se la violenza contro le donne si concentra nell'intimità di coppia, per gli uomini il pericolo scaturisce dalla sfera extra-coniugale e parentale:

  • Negli omicidi consumati, il 64% degli uomini (N = 7) viene ucciso da conoscenti (rappresentando il 100% degli omicidi in questa categoria) e il 27% (N = 3) da parenti.
  • Nei tentati omicidi, il 75% degli uomini (N = 9) è aggredito da conoscenti (100% della categoria) e il 25% (N = 3) da parenti.

Qual è l’evoluzione del rischio? Il confronto tra giugno e luglio 2026

Il confronto comparativo evidenzia trend clinico-criminologici ben definiti:

  1. Cresce la percentuale di uomini uccisi: Sale dal 62% di giugno al 69% di luglio (+7%), consolidando la prevalenza maschile tra le vittime decedute.
  2. Impennata dei tentati femminicidi: Le donne vittime di tentato omicidio salgono dal 23% al 37% (+14%), con una forte concentrazione di lesioni gravissime all'interno della convivenza o relazione in corso (100% ad opera del partner attuale).
  3. Il ritorno letale della separazione: Ricompare la quota Ex-Partner (dallo 0% al 6% sul totale generale), composta interamente da donne vittime di femminicidio scaturito dalla rottura della relazione.
  4. Polarizzazione assoluta della familiarità:
    • La donna subisce violenza quasi esclusivamente nel contesto affettivo-sentimentale (75% partner/ex-partner, 25% parenti, 0% conoscenti).
    • La conflittualità tra conoscenti rimane un ambito di vittimizzazione al 100% maschile (16 su 16 tra omicidi e tentati omicidi).

Comprendere per prevenire: Un impegno condiviso tra clinica e comunità

I dati non sono semplici numeri: sono il termometro di una sofferenza relazionale profonda che, se ignorata, rischia di oltrepassare la finestra di tolleranza e sfociare nel passaggio all'atto violento.

  • A chi vive relazioni segnate da conflitto, paura o perdita di controllo: Riconoscere il proprio malessere e chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma il primo, decisivo atto di consapevolezza e tutela per sé e per i propri cari. Uscire dalla spirale della disregolazione emotiva e del trauma è possibile.
  • Ai professionisti della salute e della cura: È fondamentale affinare costantemente le competenze nella valutazione del rischio clinico-relazionale e nell'intercettazione precoce delle dinamiche traumatiche complesse. Soltanto integrando rigore scientifico, strumenti di autoregolazione psicofisiologica e tempestività d’intervento possiamo trasformare l’evidenza clinica in un argine concreto contro la violenza.

La prevenzione inizia dall’ascolto, dalla comprensione del trauma e dalla responsabilità condivisa.

Riconoscere il trauma, prevenire il passaggio all'atto

Le dinamiche conflittuali, la disregolazione emotiva e i vissuti traumatici relazionali possono restringere drasticamente la finestra di tolleranza, portando a reazioni impulsive incontrollate o a una sofferenza paralizzante. Non affrontare queste criticità da soli.

I professionisti del Centro Italiano di Psicotraumatologia Relazionale (CIPR) e dell’Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia (AIPC) nelle sedi di Roma e Pescara mettono a disposizione protocolli clinici avanzati, percorsi di psicoterapia e strumenti di biofeedback psicofisiologico per favorire la regolazione emotiva, elaborare i traumi e gestire i conflitti di coppia e familiari.

Contattaci per una consulenza o per prenotare un colloquio:

WhatsApp: 392 4401930 (attivo tutti i giorni dalle 11:00 alle 16:00)

Email: aipcitalia@gmail.com

Sito web: www.associazioneitalianadipsicologiaecriminologia.it

392 440 1930

Via Giorgio Baglivi, 6, 00161 Roma RM, Italia

©