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«Oltre la cronaca del femminicidio: il ruolo della famiglia tra trasmissione di modelli e prevenzione del ris

15/09/2026 09:21

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«Oltre la cronaca del femminicidio: il ruolo della famiglia tra trasmissione di modelli e prevenzione del rischio»

Oltre la cronaca del femminicidio: il ruolo della famiglia tra trasmissione di modelli e prevenzione del rischio. Parte 2.Le radici invisibili: modell

Oltre la cronaca del femminicidio: il ruolo della famiglia tra trasmissione di modelli e prevenzione del rischio. Parte 2.

Le radici invisibili: modelli intergenerazionali, narrazione mediatica e genesi delle coppie disfunzionali

A cura di: Massimo Lattanzi e Tiziana Calzone Edizione: AIPC Editore 2026

Il Centro Italiano di Psicotraumatologia Relazionale (CIPR) e l'Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia (AIPC) operano nell'ambito della ricerca scientifica, clinica e criminologica integrata. Attraverso modelli avanzati di psicotraumatologia relazionale, biofeedback e protocolli clinici evidence-based, gli enti promuovono percorsi di prevenzione primaria, secondaria e di intervento specialistico sulle dinamiche di violenza, sulla disregolazione emotiva e sull'impatto dei traumi complessi individuali e di coppia.

 

Le radici invisibili: modelli intergenerazionali, narrazione mediatica e genesi delle coppie disfunzionali

La vera prevenzione della violenza di genere e del femminicidio ha origine molto prima che si strutturi una relazione di coppia: affonda le radici nella matrice relazionale primaria, all'interno del nucleo familiare.

La narrazione mediatica tende quasi sistematicamente a concentrarsi sull'evento acuto, riducendo tragedie complesse a schemi retributivi (colpevolizzare l'uno o l'altro) o al sensazionalismo del "raptus" e del mostro. Raramente i media aprono una riflessione costruttiva su ciò che precede l'apice della violenza: la trasmissione intergenerazionale di modelli relazionali disfunzionali e la precoce incapacità di regolare le emozioni primarie.

La trasmissione dei modelli e l'interiorizzazione della disfunzionalità

Fin dai primi anni di vita, la famiglia costituisce la palestra in cui il bambino apprende cosa significhi amare, essere protetto, tollerare il limite e gestire la frustrazione. Quando l'ambiente di crescita è segnato da comunicazioni ambivalenti, iper-controllo, svalutazione o inversione dei ruoli, si gettano le basi per vulnerabilità adulte significative:

  • Parentificazione precoce: Crescere un figlio o una figlia con il compito implicito di prendersi cura dell'equilibrio emotivo di un genitore instabile o violento genera una pericolosa equazione: "Amare significa sacrificarsi e salvare l'altro a qualunque costo".
  • Tolleranza della prevaricazione: Assistere a dinamiche in cui la rabbia, la gelosia possessiva o il ricatto emotivo vengono normalizzati o giustificati ("è fatto così perché ha sofferto") insegna a tollerare la violazione dei propri confini personali.
  • Mancata alfabetizzazione emotiva: Se l'aggressività non viene arginata e spiegata, o se al contrario ogni fragilità viene punita, si inibisce la capacità di sviluppare un'adeguata autoregolazione e una solida finestra di tolleranza di fronte al conflitto.

La genesi delle coppie disfunzionali: l'incontro dei traumi

Le dinamiche di coppia non nascono nel vuoto. La persona che ha appreso il modello del "salvatore" tenderà a selezionare partner problematici, aggressivi o con evidenti fragilità psichiche, scambiando il bisogno di controllo o il pericolo per intensità affettiva. Al contempo, chi ha interiorizzato il diritto al possesso o l'incapacità di reggere il rifiuto troverà in quella disponibilità all'accudimento il terreno ideale per intensificare pretese e coercizione.

Questa collusione invisibile fa sì che l'escalation non venga riconosciuta per tempo: entrambi i membri agiscono copioni appresi nelle rispettive storie di attaccamento, scambiando la dipendenza affettiva e il legame traumatico per dedizione.

La famiglia come primo osservatorio preventivo

Una prevenzione autentica e non colpevolizzante richiede che le famiglie sviluppino uno sguardo critico su sé stesse e sulle dinamiche che trasmettono:

  • Insegnare la reciprocità: Educare fin dall'infanzia all'idea che l'affetto non richiede l'annullamento di sé e che la sofferenza dell'altro non legittima mai comportamenti distruttivi.
  • Riconoscere i propri copioni: I genitori devono poter riflettere sui messaggi impliciti veicolati nella quotidianità, evitando di premiare la sopportazione passiva o di minimizzare le prime manifestazioni di prepotenza verbale e fisica tra pari o nei primi amori giovanili.
  • Nominare il limite come forma di cura: Mostrare che porre un confine netto di fronte alla violenza o al discontrollo degli impulsi non è un atto di tradimento, ma l'unica vera forma di tutela per sé e per l'altro. Interrompere il circuito della violenza significa rifiutarsi di esserne contenitori passivi, indirizzando tempestivamente chi ha patologie o condotte violente verso percorsi clinici e istituzionali dedicati.

A novembre la campagna nazionale di prevenzione AIPC–CIPR

Per rompere l’invisibilità del dolore non elaborato, a novembre AIPC e CIPR attiveranno una campagna straordinaria di prevenzione rivolta a:

  • Popolazione: screening clinici, sensibilizzazione e supporto per intercettare precocemente il sovraccarico emotivo e il lutto complicato prima che degenerino in violenza.
  • Professionisti della salute mentale e criminologi: percorsi specialistici e tavole rotonde sull'acquisizione di protocolli operativi avanzati e sul valore indispensabile della supervisione clinico-forense.

Sportello clinico e prevenzione specialistica

Il Centro Italiano di Psicotraumatologia Relazionale (CIPR), attivo nelle sedi di Roma e Pescara, accoglie persone, coppie e famiglie attraverso protocolli scientifici dedicati alla valutazione e al trattamento dei traumi pregressi, alla gestione delle relazioni disfunzionali e alla decostruzione dei modelli familiari disfunzionali.

Per informazioni, consulenze e presa in carico:

Monitoraggio scientifico e osservatorio delitti familiari

Chi fosse interessato a una misurazione settimanale, mensile, semestrale e annuale dei delitti familiari, degli omicidi familiari e dei tentati omicidi familiari può collegarsi al sito www.associazioneitalianadipsicologiaecriminologia.it per consultare i dati, i report statistici e le analisi psico-criminologiche costantemente aggiornati.

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